Aggiornamenti, Strategie e Sistemi per migliorare il tuo business online.
Articoli su sviluppo web, e-commerce, SEO e digital marketing. Approfondimenti tecnici e consigli pratici dal team DOWEB.
Articoli
Google Search Console apre ai social: cosa cambia per la visibilità online delle aziende
Google Search Console è da sempre lo strumento di riferimento per capire come un sito web viene trovato dagli utenti nella Ricerca Google: quali parole chiave generano traffico, quali pagine ottengono più clic e quali contenuti conquistano maggiore visibilità sui motori di ricerca. Ora il suo raggio d’azione si amplia. Google sta introducendo le Platform Properties, un nuovo tipo di proprietà che consente di analizzare il rendimento di post e video pubblicati su alcune piattaforme social direttamente all’interno della Ricerca Google e del Feed personalizzato.
Disaster Recovery: come proteggere la continuità operativa della tua azienda
Quando si parla di protezione dei dati aziendali, molte imprese pensano ancora che un buon sistema di backup sia sufficiente. In realtà, il backup rappresenta soltanto una parte della strategia. Se un'infrastruttura IT si blocca a causa di un guasto, di un attacco informatico o di un evento imprevisto, ciò che fa davvero la differenza è la capacità di ripristinare rapidamente sistemi, applicazioni e dati, riducendo al minimo i tempi di inattività. È proprio questo l'obiettivo del Disaster Recovery: garantire la continuità operativa anche nelle situazioni più critiche. Entriamo nel dettaglio e capirai che nessuna azienda può farne a meno.
SKAG vs STAG: cosa sono e come hanno cambiato il modo di strutturare le campagne Google Ads
Quando si progetta una campagna Google Ads, una delle decisioni più importanti riguarda l'organizzazione delle keyword all'interno dei gruppi di annunci. Una struttura ben progettata può infatti migliorare la pertinenza degli annunci, facilitare l'ottimizzazione e contribuire a una gestione più efficiente del budget. Tra gli approcci più conosciuti troviamo gli SKAG (Single Keyword Ad Group) e gli STAG (Single Theme Ad Group). Entrambi hanno l'obiettivo di aumentare la rilevanza tra ricerca dell'utente, annuncio e pagina di destinazione, ma seguono logiche differenti. Vediamo quali sono le differenze e in quali situazioni possono risultare più adatti.
Marketplace multi-venditore: quando conviene rispetto a un e-commerce tradizionale?
Negli ultimi anni, sempre più aziende hanno investito in piattaforme e-commerce per gestire cataloghi e ordini e incrementare le vendite. Accanto al modello e-commerce tradizionale, però, si sta affermando una soluzione diversa per molte imprese: il marketplace multi-venditore. Un modello che consente a più aziende o professionisti indipendenti di vendere i propri prodotti o servizi all'interno di una stessa piattaforma, gestita da un unico soggetto. Un approccio che ha reso popolari realtà come Amazon, Etsy o ManoMano, ma che oggi viene adottato anche da aziende di dimensioni più contenute e da operatori che presidiano mercati verticali e altamente specializzati. La domanda che molte aziende si pongono è semplice: ha ancora senso investire in un e-commerce tradizionale oppure è il momento di valutare un marketplace multi-venditore? La risposta dipende dagli obiettivi di business, dal settore di riferimento e dal ruolo che l'azienda desidera assumere all'interno dell'ecosistema commerciale. Entriamo nel mondo del marketplace multi-venditore!
I 4 migliori strumenti GEO: come aumentare la visibilità nei motori di intelligenza artificiale
Negli ultimi anni il modo in cui le persone cercano informazioni online è cambiato in modo profondo. Sempre più spesso, invece di partire da un motore di ricerca tradizionale, gli utenti si affidano a strumenti basati su intelligenza artificiale come ChatGPT, Perplexity o Gemini. Questi sistemi non si limitano a mostrare un elenco di link: elaborano le informazioni, le sintetizzano e restituiscono una risposta unica, costruita su più fonti. In questo scenario nasce un nuovo ambito strategico: la GEO – Generative Engine Optimization. Si tratta dell’insieme di attività e strumenti che permettono alle aziende di capire se e come il proprio brand viene citato all’interno delle risposte generate dall’AI, e soprattutto con quale ruolo. Non si tratta più solo di “essere trovati”, ma di essere inclusi nelle risposte. Per affrontare questo cambiamento, stanno emergendo strumenti specifici. Alcuni arrivano dal mondo SEO e si stanno adattando, altri sono nati direttamente con una logica AI-first. Vediamo i principali strumenti GEO oggi sul mercato e come possono essere utilizzati concretamente dalle aziende per fare la differenza ed essere trovati anche sull’intelligenza artificiale.
Answer Engine Optimization (AEO): dentro il nuovo paradigma della visibilità online
Fino a poco tempo fa, parlare di visibilità online significava soprattutto una cosa: comparire su Google e farsi trovare tra i risultati di ricerca. Oggi questo meccanismo sta cambiando, in modo graduale ma sempre più evidente. Le persone non si limitano più a digitare parole chiave: fanno domande vere e proprie. E si aspettano risposte immediate, chiare, già sintetizzate. A fornirle sono strumenti come assistenti basati su intelligenza artificiale e motori di ricerca evoluti, che non si limitano a mostrare link, ma costruiscono direttamente una risposta. È in questo contesto che si inserisce l’Answer Engine Optimization (AEO). Non sostituisce la SEO, ma la affianca con logiche nuove. E per molte aziende, comprenderla oggi può fare la differenza nei prossimi anni. Cominciamo!
Google Ads, strategie basate su intelligenza artificiale e machine learning
La pubblicità online è cambiata profondamente negli ultimi anni. Se un tempo bastava scegliere alcune parole chiave e impostare un budget giornaliero, oggi le piattaforme pubblicitarie utilizzano sistemi sempre più evoluti basati su intelligenza artificiale e machine learning. Tra queste, Google Ads è uno dei canali che ha investito maggiormente in questa direzione. I suoi algoritmi analizzano miliardi di segnali ogni giorno per individuare il momento migliore per mostrare un annuncio, la persona più interessata e la strategia di offerta più efficace. Per molte piccole e medie imprese questo scenario può sembrare complesso. In realtà, se utilizzati correttamente, gli strumenti basati su AI permettono di migliorare i risultati delle campagne e ottimizzare il budget pubblicitario. Vediamo in questo articolo come funzionano e come sfruttare queste strategie evolute per migliorare le campagne pubblicitarie.
WebMCP, cos’è e come trasforma il tuo sito web in un canale operativo per gli agenti AI
Gli agenti AI stanno evolvendo rapidamente. Non si limitano più a suggerire contenuti o rispondere a domande: vogliono cercare prodotti, compilare moduli, completare prenotazioni, gestire carrelli. Il problema è che oggi lo fanno in modo fragile: leggono il codice della pagina, interpretano il layout, simulano clic. È un approccio che può funzionare, ma non è strutturato. La soluzione arriva da Google che il 10 febbraio ha rilasciato l’anteprima di WebMCP. Un cambio di paradigma: ora il sito può dichiarare in modo esplicito quali azioni sono disponibili per un agente AI. Attualmente è in fase preview su Google Chrome (Canary) e viene discusso tramite W3C Community Group. Non è ancora uno standard diffuso, ma la direzione è chiara: il web sta evolvendo da interfaccia grafica a infrastruttura dialogante. Ma che cos’è WEBMCP, come funziona e perché può cambiare il modo in cui i siti web comunicano con l’intelligenza artificiale? Scopriamolo nel dettaglio in questo articolo!
Aggiornare o rifare il sito web: qual è la scelta giusta nel 2026?
Nel 2026, il sito web è diventato il centro operativo del business online. Non serve più soltanto mostrare prodotti o servizi, ma deve consentire l’interazione diretta con i clienti in tempo reale, raccogliere dati preziosi, guidare decisioni strategiche e supportare vendite e marketing in modo sempre più automatizzato. Vari sono i motivi che hanno portato a questo nuovo paradigma, dall’affermazione dell’intelligenza artificiale che permette di personalizzare l’esperienza degli utenti all’integrazione tra sistemi aziendali che permette a un sito moderno di non restare più isolato, collegandosi a CRM, sistemi di marketing automation, strumenti di analisi e persino assistenti virtuali. Parallelamente, la user experience oggi include micro-interazioni, percorsi personalizzati, contenuti immersivi e compatibilità totale con tutti i device, dai desktop agli smartwatch. A fronte di questo nuovo paradigma, la domanda strategica che le aziende devono porsi è: conviene aggiornare il sito esistente o rifarlo da zero?
Universal Commerce Protocol: perché l’e-commerce deve essere pronto alle AI
Oggi le persone iniziano a delegare parte delle decisioni di acquisto online alle AI che confrontano caratteristiche, prezzi e disponibilità in pochi secondi. La richiesta non è più “Fammi vedere tutte le opzioni”, ma piuttosto “Questo è ciò che mi serve. Trovami la soluzione migliore.” Ecco che quindi l’e-commerce del futuro (prossimo futuro!) non deve più dialogare solo con gli utenti, ma anche e soprattutto con intermediari digitali intelligenti che filtrano, selezionano e suggeriscono le opzioni migliori. Per questo oggi non basta più avere un sito ben progettato o un catalogo online completo: serve una piattaforma capace di farsi capire anche dalle AI, in modo ordinato e affidabile. È qui che entra in gioco l’Universal Commerce Protocol (UCP), un protocollo che rende possibile questa comunicazione tra negozio online e AI. Scopriamo in questo articolo di cosa si tratta e perché la stiamo implementando nei nostri progetti e-commerce!
Integrazione e-commerce e fatturazione elettronica: automatizza subito il post-vendita!
Quando parliamo di e-commerce con i nostri clienti, la loro attenzione si concentra spesso su ciò che accade prima dell’acquisto: esperienza utente, chiarezza delle schede prodotto, velocità del sito, affidabilità del checkout, integrazione dei pagamenti. Sono tutti elementi visibili, misurabili e direttamente collegati al fatturato. Tuttavia, una volta che il pagamento è stato completato, il processo entra in una zona meno visibile ma molto più delicata: quella operativa e amministrativa. Il vero punto critico emerge quindi dopo il pagamento: ci hai mai pensato? Tra ordini da verificare, documenti fiscali da generare, dati da riallineare tra sistemi diversi, gestire tutto il post-vendita in modo manuale non è semplicemente scomodo: diventa rapidamente insostenibile. Tra le operazioni più delicate c’è sicuramente la fatturazione. In Italia, la fatturazione elettronica è un obbligo normativo, quindi l’integrazione tra e-commerce e fatturazione elettronica, passando dal gestionale aziendale, rappresenta oggi una leva strategica, prima ancora che tecnica.
GEO audit: la nuova ottimizzazione del sito che ogni azienda dovrebbe fare!
Perché ChatGPT o Gemini non parlano della mia azienda? Perché non esco mai su Google AI Overview” Domande che fino a un anno fa non esistevano… oggi sono all’ordine del giorno. La verità è semplice: i motori generativi sono già i nuovi strumenti usati per cercare informazioni, scegliere prodotti, comparare soluzioni e prendere decisioni. È vero, un tempo bastava ottimizzare il sito per apparire tra i primi risultati su Google. Vero, è sempre importantissimo, ma oggi devi migliorare il tuo sito anche per i sistemi che rispondono al posto dei motori di ricerca. È qui che entra in gioco il GEO audit: un’analisi che serve a capire quanto la tua azienda è visibile, comprensibile e affidabile agli occhi dell’IA generativa. In questo articolo ti spieghiamo cosa si intende per GEO audit, come funziona, perché serve alle PMI e come può migliorare la percezione del tuo brand nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
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