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Quanto costa un e-commerce: su misura o in abbonamento, i conti fatti

Conta meno quanto costa aprire il negozio online e più quanto costa tenerlo aperto mentre vendi di più. Canoni, app, commissioni e sviluppo su misura messi a confronto, con le voci che fanno salire il preventivo.

Quanto costa un e-commerce: su misura o in abbonamento, i conti fatti

Chi chiede quanto costa un e-commerce di solito pensa alla cifra per aprirlo. È metà della domanda: la spesa che decide se il negozio conviene è quella di ogni anno, e cresce o resta ferma a seconda di come il negozio è costruito. Qui mettiamo in fila i due modelli possibili, la piattaforma in abbonamento e l'e-commerce su misura, le voci che fanno salire il preventivo e il conto da fare prima di scegliere.

Le due strade, e cosa paghi in ciascuna

La piattaforma in abbonamento

Ti iscrivi, scegli un tema, carichi i prodotti e sei online in poco tempo. Paghi un canone mensile, le app a pagamento che servono per fare quello che il piano base non fa e, se incassi con un sistema di pagamento esterno, una percentuale su ogni transazione: di solito fra lo 0,5% e il 2%, a seconda del piano. Se usi il sistema di pagamento della piattaforma la commissione aggiuntiva sparisce, ma resti legato a quel gateway e alle sue tariffe.

Il punto debole non è il canone in sé. È che quasi tutte queste voci salgono insieme al fatturato: più vendi, più paghi.

L'e-commerce su misura

Il negozio si progetta attorno a quello che vendi e si paga una volta, a progetto. Dopo restano le spese che avresti comunque: il dominio, l'infrastruttura su cui gira, le commissioni del gateway bancario (Stripe, PayPal, bonifico, POS). Nessun canone di piattaforma e nessuna percentuale sulle vendite. In cambio l'investimento iniziale è più alto e serve più tempo prima di aprire.

I conti fatti: quanto costa tenerlo aperto

Per vedere dove sta la differenza basta un'ipotesi prudente: commissione dell'1%, cioè il centro della forbice, e 150 € al mese fra canone e app, che diventano 300 € quando il fatturato arriva al milione e servono un piano superiore e più integrazioni. Ecco quanto costa ogni anno una piattaforma in abbonamento:

  • con 300.000 € di vendite: 3.000 € di commissioni più 1.800 € di canone e app, cioè 4.800 € l'anno e 14.400 € in tre anni;
  • con 500.000 € di vendite: 5.000 € più 1.800 €, cioè 6.800 € l'anno e 20.400 € in tre anni;
  • con 1.000.000 € di vendite: 10.000 € più 3.600 €, cioè 13.600 € l'anno e 40.800 € in tre anni.

Sono stime al ribasso: chi usa molte app o vende su più mercati spende di più. E non si fermano mai: il terzo anno si pagano come il primo, e se le vendite crescono si pagano di più.

Dove si ribalta il conto

Sotto i 100.000 € di fatturato annuo la piattaforma in abbonamento costa meno e si attiva prima: se stai provando a vendere online per la prima volta, partire lì è una scelta sensata. Sopra quella soglia il conto si ribalta, perché le voci in abbonamento continuano a crescere mentre lo sviluppo su misura è una spesa che si ferma. Il punto esatto di pareggio dipende dal tuo margine e da quante app stai pagando oggi: va calcolato con i tuoi numeri, non con una media.

Cosa fa salire il preventivo di un e-commerce su misura

Il prezzo di un negozio su misura non si legge su un listino, perché dipende da cosa deve fare. Le voci che lo spostano davvero sono queste.

Il catalogo

Cento prodotti semplici e migliaia di articoli con varianti di taglia, colore e materiale sono due progetti diversi. Conta anche da dove arrivano i dati: caricati a mano, importati da un file CSV o sincronizzati con il gestionale. Su NORMA Workwear, per esempio, una ditta ordina dodici giacche in taglie diverse dentro la stessa scheda, e il ricamo del logo si sceglie nel percorso d'acquisto invece che con uno scambio di mail.

I prezzi per tipo di cliente

Un negozio con un solo listino è la versione più semplice. Quando aziende, società o rivenditori devono vedere condizioni proprie serve un'area riservata: su Negrini Fencing Line il negozio è aperto a tutti, ma dietro la login società sportive e rivenditori trovano le loro condizioni, senza un secondo sito. Se poi gli ordini dei rivenditori seguono regole tutte loro, a stagione, su assortimenti, con gli agenti che ordinano per i propri clienti, non è più un e-commerce con lo sconto applicato: è un portale B2B per gli ordini dei rivenditori, come quello di Brugi.

Le lingue e i paesi

Vendere all'estero non è solo tradurre le schede: servono pagine allineate in ogni lingua, IVA per paese, spedizioni internazionali e, quando serve, più valute.

I collegamenti con quello che usi già

È spesso la voce che giustifica il su misura. Ordini che arrivano da soli al gestionale, giacenze aggiornate dal magazzino, etichette dei corrieri (BRT, GLS, DHL, SDA, TNT) e fattura elettronica SDI senza ricopiare nulla a mano. Su una piattaforma in abbonamento ognuno di questi collegamenti è spesso un'app in più, con il suo canone.

Il negozio di prima

Se un negozio online c'è già, prodotti, ordini e clienti vanno trasferiti per intero, storico compreso, e ogni vecchio indirizzo deve portare alla pagina nuova con un redirect: è il passaggio che decide se le posizioni su Google sopravvivono. Il caso dei quattro e-commerce migrati da WooCommerce lo racconta passo per passo, compreso il cambio fatto di notte con il vecchio negozio acceso in parallelo. Se nel preventivo la migrazione non c'è, è un lavoro che qualcuno non farà.

I costi che all'inizio non si vedono

  • Le app: sulla piattaforma in abbonamento ogni funzione che manca si compra a parte, e ogni app è un canone in più.
  • I plugin: su un negozio costruito con un CMS e una pila di plugin, ogni aggiornamento può rompere il carrello, ed è tempo o assistenza da pagare.
  • I giorni di picco: un negozio che rallenta o cade il giorno della promozione perde proprio le vendite per cui hai pagato la pubblicità.
  • Le commissioni del gateway: ci sono in tutti e due i modelli, perché le trattiene il circuito di pagamento. La differenza è se sopra ce n'è un'altra.

Le domande da fare prima di firmare

  • Quanto pago all'anno a regime, con il fatturato che voglio fare fra tre anni, e non solo il primo anno?
  • Ci sono percentuali sulle vendite oltre a quelle del gateway?
  • Quali app o moduli a parte mi servono per catalogo, spedizioni e fatture?
  • Il negozio si collega al gestionale e ai corrieri, o gli ordini si ricopiano a mano?
  • Se ho già un negozio, chi fa la migrazione e chi prepara i redirect?
  • Catalogo, ordini e clienti si possono esportare quando voglio?
  • Dove gira il negozio, regge i picchi, chi fa i backup?

Per le voci che valgono per qualunque sito, non solo per un negozio, c'è la guida quanto costa un sito web nel 2026.

Da dove partire

Se un negozio online ce l'hai già, il primo passo è gratis: con l'analisi gratuita delle prestazioni scrivi l'indirizzo e vedi velocità, accessibilità e SEO tecnica. Poi il conto: quanto vendi, quanto paghi oggi fra canone, app e commissioni, cosa vorresti collegare. Lo facciamo insieme con i tuoi numeri, prima di proporti qualsiasi cosa, e se il risultato dice che ti conviene restare dove sei, te lo diciamo. Scrivici o chiamaci.

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