Sito penalizzato da Google: ripristino del ranking

Un lunedì mattina il traffico da Google di un sito aziendale era sceso del 70% rispetto alla settimana prima. Nessuno aveva toccato niente: nessun aggiornamento, nessuna pubblicazione, nessun intervento tecnico. Il sito funzionava benissimo, ma le pagine che portavano le richieste di preventivo erano sparite dai risultati.

Il primo lavoro non è stato tecnico, è stato diagnostico: capire quale delle tre cose fosse successa. Un core update di Google, che colpisce interi settori e non si combatte ma si asseconda. Un'azione manuale, che compare scritta in Search Console ed è la più rara. Oppure un problema che il sito aveva già da tempo, e che un aggiornamento dell'algoritmo ha semplicemente smesso di perdonare.

Era la terza.

  • Search Console per prima cosa. Nessuna azione manuale in corso: esclusa l'ipotesi peggiore, restava un problema di qualità o di struttura.
  • Confronto delle date. Il crollo coincideva con un core update annunciato da Google, non con una modifica fatta sul sito. Il difetto era già lì e aspettava solo di pesare.
  • Analisi delle pagine perse. A sparire non era tutto il sito ma un gruppo preciso: le pagine generate in automatico per ogni combinazione di prodotto e città. Centinaia di indirizzi con lo stesso testo e una parola cambiata.
  • Rimozione controllata. Le pagine senza contenuto proprio sono state eliminate e reindirizzate alla categoria che le conteneva, invece di restare in giro con un noindex che le lascia comunque a ingombrare.
  • Riscrittura di quelle che avevano senso. Le venti località in cui l'azienda lavora davvero hanno avuto una pagina scritta a mano, con referenze e riferimenti veri.
  • Reindicizzazione e monitoraggio settimanale della copertura, per vedere il recupero mentre accadeva invece di scoprirlo alla fine.

Il traffico organico è tornato ai livelli precedenti in circa dieci settimane, e nei tre mesi successivi li ha superati. Le pagine indicizzate rimaste erano meno di un terzo di prima: tutte con un contenuto proprio, nessuna costruita da un modello.

La cosa che ci portiamo dietro è che una penalizzazione arriva raramente dal nulla. Quasi sempre è un difetto che il sito aveva già e che un aggiornamento dell'algoritmo ha smesso di tollerare. Per questo, quando prendiamo in carico un sito, la prima cosa che guardiamo non è quante pagine ha indicizzate, ma quante ne meritano davvero una.

Il traffico organico è tornato ai livelli precedenti in circa dieci settimane e nei tre mesi successivi li ha superati, senza nessuna richiesta di riconsiderazione: solo rimozione delle pagine inutili e riscrittura di quelle utili.

Le pagine indicizzate sono scese a meno di un terzo di quelle di partenza, tutte con un contenuto proprio: le venti località in cui l'azienda lavora davvero hanno una pagina scritta a mano, con lavori e referenze reali.

Come è andata

Meno 70% in un weekend, senza aver toccato niente

Il calo è comparso fra il venerdì e il lunedì, senza che nessuno avesse pubblicato o modificato nulla. La prima cosa da escludere era l'azione manuale: se c'è, Search Console la scrive a chiare lettere. Non c'era.

Restava quindi la spiegazione più scomoda, cioè che il problema fosse già nel sito da tempo e che un aggiornamento dell'algoritmo avesse solo smesso di ignorarlo. Le date lo confermavano: il crollo coincideva con un core update annunciato pubblicamente da Google.

Meno 70% in un weekend, senza aver toccato niente

Centinaia di pagine con la stessa frase

A sparire non era tutto il sito: era un gruppo preciso di indirizzi, quelli generati in automatico incrociando ogni prodotto con ogni città della provincia. Centinaia di pagine identiche con una parola cambiata, nate anni prima quando quel modo di fare SEO funzionava ancora.

Le pagine senza un contenuto proprio sono state rimosse e reindirizzate alla categoria che le conteneva, invece di lasciarle in giro con un noindex che le tiene comunque a ingombrare la scansione. Le venti località in cui l'azienda lavora davvero hanno avuto una pagina scritta a mano, con lavori e referenze veri.

Centinaia di pagine con la stessa frase

Dieci settimane per tornare, tre mesi per superarsi

Il recupero non è stato immediato e non poteva esserlo: Google deve riscansionare, accorgersi che le pagine inutili non ci sono più e ricalcolare. Il traffico organico è tornato ai livelli di prima in circa dieci settimane e nei tre mesi successivi li ha superati.

Il dato che colpisce di più è un altro: le pagine indicizzate rimaste sono meno di un terzo di quelle di partenza. Il sito porta più visite di prima con un terzo delle pagine, perché quelle rimaste hanno qualcosa da dire.

Dieci settimane per tornare, tre mesi per superarsi

Non è successo una volta sola

I progetti dove questo pesa

Le storie qui sopra restano senza nome, come ci siamo impegnati a fare. Questi invece sono progetti veri, con il loro indirizzo: lavori in cui lo stesso problema — o il rischio di ritrovarselo — ha deciso come sono stati costruiti.

Agriturismo Cascina Roveri

Agriturismo di famiglia sulle Colline Moreniche, in italiano inglese e tedesco: appartamenti prenotabili dal sito invece che solo dai portali di viaggio.

#Trilingue #Prenotazione diretta #SEO turistica
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Brugi

Marchio veronese di abbigliamento sportivo dal 1956: catalogo delle collezioni in italiano e inglese, area riservata ai rivenditori e news legate alle uscite stagionali.

#Multilingua #Area riservata #Catalogo stagionale
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Cinema Teatro Capitan Bovo

Cinema e teatro di Isola della Scala: la programmazione cambia ogni settimana e il sito è fatto perché la aggiorni chi lavora in sala, non un fornitore.

#Programmazione #Calendario eventi #SEO locale
Scopri il progetto →

Altri 15 progetti del portfolio rimandano a questa storia: guardali tutti.

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