Quante pagine inutili ci sono nel tuo sito? Forse ti serve un po’ di content pruning!
25/09/2026 · di Alex Baldarelli

Quante pagine inutili ci sono nel tuo sito? Forse ti serve un po’ di content pruning!

Un sito aziendale tende a crescere nel tempo. Nascono nuove pagine per presentare un servizio, un articolo per raccontare un progetto, una landing page per una campagna, una sezione dedicata a un prodotto che sembrava strategico. Poi passano gli anni, quindi cambiano i servizi e i nomi dei prodotti.

Le pagine pubblicate continuano a crescere, alcune diventano obsolete e il tuo sito finisce per diventare un archivio. Continui ad accumulare contenuti senza che nessuno si chieda se abbiano ancora una funzione, mentre alcuni testi sono diventati semplicemente irrilevanti.

Ed è qui che entra in gioco il content pruning, cioè il processo di analisi e razionalizzazione dei contenuti di un sito per decidere quali pagine aggiornare, quali accorpare e quali eliminare. L’obiettivo non è semplicemente fare pulizia, né ridurre il numero di pagine presenti online. Si tratta di capire quale valore abbia ancora ogni contenuto per chi visita il sito e per gli obiettivi dell’azienda. Da dove si comincia, quindi?

Content pruning: cosa devi sapere innanzitutto

Il content pruning è un’attività di revisione dei contenuti che serve a mantenere il sito aggiornato, coerente e soprattutto utile nel tempo. Il punto di partenza è semplice: non tutto ciò che è stato pubblicato deve necessariamente rimanere online per sempre.

Un sito aziendale cambia insieme all’azienda. Cambiano i servizi, i prodotti, le tecnologie utilizzate, il mercato di riferimento e le esigenze degli utenti. Di conseguenza, anche i contenuti dovrebbero evolversi. Una pagina che aveva senso tre anni fa potrebbe oggi essere superata, mentre un articolo che sembrava ormai poco utile e interessante potrebbe avere ancora un potenziale se aggiornato e ripensato.

Per questo il content pruning non dovrebbe essere interpretato come una pulizia indiscriminata del sito, devi e capire se una pagina ha ancora valore ed eventualmente decidere cosa farne. Puoi partire da alcune semplici domande.

Prima domanda: la pagina serve ancora?
Prima di guardare numeri, traffico e posizionamento, parti dalla domanda più semplice: questa pagina serve ancora? Può sembrare banale, soprattutto quando si parla di contenuti pubblicati sul sito da anni. In realtà, è uno dei controlli più importanti da fare, perché una pagina può continuare a essere online semplicemente perché nessuno si è mai fermato a verificare se abbia ancora una funzione.

Un servizio potrebbe essere stato modificato, sostituito o addirittura tolto. Se la pagina continua a descriverlo come se nulla fosse cambiato, il problema non riguarda soltanto l'aggiornamento del testo: il sito sta comunicando qualcosa che non corrisponde più alla realtà dell'azienda. Lo stesso può succedere con i prodotti, le tecnologie, le sedi, i team o le modalità con cui vengono erogati determinati servizi.

Per questo, durante un'attività di content pruning, è utile chiedersi:

il prodotto o servizio descritto esiste ancora?
le informazioni presenti sono ancora corrette?
è coerente con l'offerta e il posizionamento attuale dell'azienda?
il contenuto risponde ancora a una necessità del pubblico?
esiste ancora un motivo concreto per cui un utente dovrebbe arrivare su questa pagina?
sei sicuro che non ci siano contenuti simili se non uguali e più recenti?

Se tutte le domande danno risposta positiva, la pagina può restare così com’è. Altrimenti si deve agire diversamente.

In altre parole, il content pruning non consiste nel chiedersi “quali pagine possiamo cancellare?”. La domanda corretta è: “quali contenuti meritano ancora spazio sul nostro sito?” È una differenza importante, perché sposta l’attenzione dalla quantità alla qualità. E permette di trasformare un sito che accumula contenuti nel tempo in una risorsa digitale più ordinata, aggiornata e coerente con quello che l’azienda è oggi.

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Aggiornare: quando il contenuto ha ancora valore

Un articolo che parla di un prodotto, per esempio, potrebbe continuare a intercettare ricerche interessanti anche se alcune delle informazioni contenute non sono più corrette. Lo stesso vale per una pagina servizio che descrive un'offerta ancora attuale, ma con caratteristiche, modalità o vantaggi che nel frattempo sono cambiati.

In questi casi cancellare e ripartire da zero potrebbe non essere la scelta più utile. Può avere più senso recuperare il valore già presente nella pagina e aggiornarla.

Prima di tutto, verifica che le informazioni siano ancora corrette: dati, statistiche, riferimenti, esempi, nomi di prodotti e servizi, link esterni e risorse citate. Poi chiediti se il contenuto risponde ancora alle domande che un utente si pone oggi. Anche l'intento di ricerca può essere cambiato.

Una pagina nata per rispondere a una determinata esigenza potrebbe oggi dover affrontare l'argomento da un'altra prospettiva. In questo caso non basta sostituire le informazioni obsolete: può essere necessario ripensare tutta la struttura del contenuto, introducendo nuovi aspetti che meritano di essere approfonditi, immagini e materiali di supporto, link interni ed esterni e collegamenti con altri contenuti del sito.

Il risultato dovrebbe essere una pagina che conserva ciò che funziona e migliora ciò che non funziona più. Non basta aggiungere: a volte bisogna togliere! C'è un aspetto importante del content pruning che spesso viene trascurato: aggiornare significa anche eliminare.

Alcune informazioni possono essere diventate inutili, ripetitive o fuori tema. Altre possono essere state inserite quando il contenuto è stato pubblicato e non avere più alcuna utilità per chi lo legge oggi. L'aggiornamento dovrebbe quindi essere un'occasione per fare ordine.

Mantieni le informazioni che aiutano davvero l'utente, elimina quelle che appesantiscono la lettura e aggiungi ciò che manca per rendere la pagina completa.

C’è un però: non tutte le pagine possono essere recuperate e aggiornate. Dicevamo prima che se il contenuto riguarda un servizio che non esiste più, un prodotto definitivamente ritirato o un argomento che non ha più alcuna relazione con l'attività dell'azienda, un aggiornamento potrebbe non avere senso. Lo stesso vale quando una pagina si sovrappone completamente a un'altra risorsa più recente e completa. E quando due pagine hanno un valore simile e trattano lo stesso argomento, arriva la domanda successiva: ha davvero senso mantenerle entrambe?

Accorpare: quando due pagine dicono quasi la stessa cosa

Nel tempo può capitare di pubblicare più contenuti sullo stesso argomento. Un articolo nasce per rispondere a una domanda specifica, qualche mese dopo ne viene pubblicato un altro con un taglio leggermente diverso e, alla fine, il sito si ritrova con più pagine che affrontano quasi lo stesso tema.

Non è necessariamente un problema avere contenuti collegati tra loro. Il problema nasce quando le pagine si sovrappongono così tanto da rendere poco chiaro quale sia il contenuto principale.

In questi casi può essere utile accorpare.

Immagina, per esempio, di avere tre articoli che parlano di digitalizzazione del magazzino: uno presenta le principali criticità, uno approfondisce le tecnologie disponibili e uno spiega come migliorare la gestione delle scorte. Se i contenuti si rivolgono allo stesso pubblico e rispondono a esigenze molto simili, potresti trasformarli in un'unica risorsa più completa.

Accorpare non significa semplicemente mettere insieme tre articoli uno dopo l'altro. Significa selezionare le informazioni migliori, eliminare le ripetizioni e costruire una pagina con una struttura più chiara.

Prima di intervenire, però, è importante verificare il valore delle singole pagine: traffico, posizionamento, query intercettate, conversioni e link ricevuti. Una delle pagine potrebbe avere già una presenza organica più solida delle altre e diventare quindi il punto di partenza per il nuovo contenuto.

L'obiettivo è concentrare le informazioni utili in una risorsa più forte, evitando di distribuire contenuti simili su più URL.

Anche dopo l'accorpamento, però, bisogna gestire correttamente le vecchie pagine. Se una risorsa viene sostituita da un'altra equivalente, il vecchio URL non dovrebbe semplicemente sparire senza una valutazione: può essere necessario predisporre un redirect permanente verso la nuova pagina, così da accompagnare utenti e motori di ricerca verso il contenuto aggiornato.

Il risultato? Meno pagine che competono o si sovrappongono tra loro e un sito più semplice da navigare e da aggiornare. E quando una pagina non ha più valore, non può essere recuperata e non esiste un contenuto con cui accorparla? A quel punto si può valutare l'eliminazione.

Eliminare: quando una pagina non ha più una funzione

E poi ci sono le pagine che non hanno più una funzione concreta. Un vecchio servizio che l'azienda non offre più, una landing page creata per una campagna ormai conclusa, un prodotto uscito dal catalogo o un articolo che tratta un argomento ormai completamente superato: in questi casi mantenere il contenuto online potrebbe non avere più senso.

Prima di eliminare una pagina è importante verificare cosa sta succedendo a quell'URL. Riceve ancora visite? Compare nei risultati di ricerca? Intercetta ancora alcune query? Ha ricevuto link da altri siti? È collegato da altre pagine del sito? Soprattutto, esiste una risorsa aggiornata che può sostituirla?

Queste verifiche servono a evitare di cancellare una pagina che, pur sembrando poco importante, continua ad avere un ruolo nel percorso degli utenti o nella visibilità organica del sito.

Se esiste un contenuto equivalente e aggiornato, si può valutare un redirect permanente verso la nuova pagina. In questo modo chi arriva al vecchio URL viene accompagnato verso una risorsa pertinente, senza ritrovarsi davanti a una pagina inesistente. Se invece non esiste alcun contenuto sostitutivo e la vecchia pagina non offre più valore, eliminarla può essere la scelta più coerente.

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