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Piazza Buccari 30/a, 37141 Verona

Scritto in data
giovedì 18 giugno 2020
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9 minuti
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Il CTR è un valore importante per chi crea campagne pubblicitarie online. Ma in cosa consiste esattamente? Quali sono i valori che si possono ritenere accettabili? E cosa fare per migliorarlo? Vediamolo in quest'articolo in cui faremo un lungo viaggio in questo interessante settore del PPC. Pronti?

La cosiddetta percentuale di click che, a breve, andremo ad analizzare in ogni suo aspetto, è la metrica più popolare per le campagne pubblicitarie sul web. E c'è un valido motivo se le cose stanno così! Il valore di click medio, infatti, ci dice quante sono coloro che cliccano sugli annunci rispetto al totale di quelle che li visualizzano semplicemente.

Ovviamente sono in pochi coloro che cercano di restare nella media. Tutti puntano ad un CTR più alto per riuscire ad ottimizzare al massimo le spese pubblicitarie nel marketing digitale. Il segreto per riuscire a farlo è semplice da comprendere: è necessario scoprire i funzionamenti dei nostri marchi e il pubblico a cui desideriamo rivolgerci. Alla fine di questo articolo, non a caso, indicheremo anche un paio di trucchi che è possibile mettere in atto con lo scopo di aumentare i livelli del CTR.


Cos'è il CTR

Chi ha a che fare con la gestione di un sito, del suo posizionamento e delle campagne pubblicitarie conosce bene il CTR perché si imbatte in esso praticamente tutti i giorni. I non addetti ai lavori o, comunque, coloro che si stanno avvicinando solo ora nell'infinito mondo del SEO, magari, hanno le idee un po' confuse. Per fare definitivamente chiarezza ci accingeremo a definire esattamente cos'è il CTR, come funziona, come va controllato e quali sono i valori con i quali possiamo, per così dire, stare al sicuro.

CTR è un acronimo che sta per il termine inglese Click Through Rate, che si traduce come Percentuale di Click. Da questo si comprende bene come questi fatidici CTR siano degli indicatori di performance che risultano essere fondamentali per tutte le campagne pubblicitarie che si svolgono sul web.

Volendo essere un tantino più precisi, il CTR va a misurare il rapporto che esiste tra il numero di click che si ricevono e le relative impressioni, ovvero visualizzazioni in erogazione.

In maniera ancora più semplice ha il ruolo di indicarci quante sono le volte che un determinato annunicio pubblicitario è stato cliccato in rapporto, però, al numero di volte in cui è stato visualizzato. Capita, infatti, che un annuncio sia visualizzato ma non riceva, poi, click. Da questa semplice definizione si comprende benissimo quale sia la sua importanza di fondo. Grazie al CTR, infatti, riusciamo a comprendere quanto gli annunci pubblicitari risultino effettivamente accattivanti per i visitatori di un sito internet. Valori elevati di CTR, infatti, stanno ad indicarci che i messaggi che stiamo proponendo sono in linea con quelli che sono i nostri intenti. Se riusciremo ad incrementare i traffici nel nostro sito internet avremo più possibilità di poterli convertire in azioni precedentemente definite quali possono essere, ad esempio, una procedura di acquisto, una registrazione e via discorrendo.

Google utilizza questo valuto strumento per fornire a tutti i Webmaster un'idea di quella che sono le performances dei vari snippet presenti nelle pagine del motore di ricerca. Ciò si verifica con Search Console quando ci troviamo dinnanzi a ricerche organiche o con AdWords qualora ci trovassimo, invece, davanti ad un annuncio pubblicitario.

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Come funziona il CTR

Nonostante il nome possa far pensare a qualcosa di estremamente complicato, in realtà il CTR basa il suo funzionamento su una semplice formula. Ricordiamo che questo valore ci indica le frequenze con cui coloro che vedono i nostri artefatti ci cliccano sopra.

In base a quanto viene specificato direttamente da Google, per calcolare questo valore bisogna considerare il numero di click ricevuti da un annuncio dividendolo, poi, per il numero delle volte in cui è stato visto e moltiplicandolo per 100. Detto questo possiamo andare a vedere con quale formula si può calcolare questo parametro importantissimo.


Come si calcola il CTR

Il CTR si può calcolare grazie all'utilizzo di una semplicissima formula. Abbiamo anticipato come occorra dividere il numero dei click ricevuti per il numero di visualizzazioni. Ebbene, ottenuto il risultato, dato che si parla sempre di un valore percentuale, è necessario moltiplicarlo per 100.

Per comprendere meglio possiamo fare un esempio semplicissimo.

Supponiamo che il nostro annuncio abbia ricevuto 100 click e che il numero di visualizzazioni sia stato, invece, pari a 1.000. In questo caso dovremo dividere 100 per 1.000 e poi moltiplicare il risultato per 100.

(100/1000) x 100 = 10%. Questo sarà il nostro valore di CTR che ci indica che l'annuncio che abbiamo esaminato ha ricevuto dei click dal 10% di coloro che lo hanno visualizzato.

Questo tipo di operazione viene applicata in genere considerando specifici intervalli di tempo per cui potremo parlare di CTR giornalieri, settimanali, mensili o annuali. In ogni caso decono sempre essere legati a delle query di ricerca ovvero a delle keywords.

Detto questo, ci sono una serie di elementi che possono andare ad influenzare la percentuale di click e, dunque, il CTR.

  • L'appeal delle offerte proposte (più è elevato, più gli utenti sono spinti a cliccare)
  • i contenuti dei messaggi pubblicitari (più sono pertinenti più riscontreranno l'interesse degli utenti)
  • la collocazione degli annunci nelle pagine del sito (più questa è "prioritaria" più semplice è che il messaggio attiri l'attenzione).

Perché il controllo del CTR è utile?

Le ricerche effettuate su Google mostrano 10 risultati di tipo organico e 7 Ads in ogni pagina. Ciò significa che la concorrenza con gli altri webmaster è sempre molto forte dal momento che tutti vorrebbero accaparrarsi un posto in prima pagina. Solo chi ha le capacità di piazzarsi tra i primi risultati in SERP, infatti, guadagna oltre il 99% di click di tipo organico. Sul piano economico, quindi, è importantissimo stare più in alto possibile.

Se da un lato il webmaster si affida a diverse strategie SEO per la sua scalata in SERP, sarà poi ogni singolo utente che visualizzerà i risultati a scegliere, tra tutti quelli mostrati, il sito che più si avvicina alle sue aspettative e che, pensa, possa rispondere a tutte le sue domande. In questo modo rileverà quelli che sono i migliori siti in termini qualitativi ed anche di rilevanza. CTR, Impressions e clic consentono la valutazione di tutte queste caratteristiche.

Parlando, ad esempio, di AdWords, le percentuali di clic previste rappresentano anche dei parametri importanti per la determinazione della qualità degli annunci ed influenzano, per questo, i costi delle aste. Il CTR, di conseguenza, rappresenta una porzione delle percentuali di clic previste ma è di certo un parametro che può essere controllato.

Nel momento stesso in cui si procede alla valutazione del CTR, però, si dovrebbe stare attenti a quelli che sono gli errori più classici in questo senso. È sbagliato, ad esempio, limitare il controllo nella Search Console fermandosi alla percentuale e senza considerare impressioni e clic con cui, comunque, questo valore va sempre confrontato. Una procedura di questo tipo porta sempre e comunque ad una valutazione completamente errata. Quando avviene ciò? Un esempio per tutti lo si ha nel momento in cui il valore delle impressioni e dei clic è troppo basso o segmentato, andando a compromettere la valutazione in ogni suo aspetto.


Cosa significa avere un buon CTR?

Giunti a questo punto, è fondamentale comprendere non solo cos'è il CTR ma anche provare a comprendere perché esso è importante.

Per rispondere, in realtà, ci basta pensare ai concetti di campagne efficaci: se gli annunci che abbiamo proposto sono in linea coi messaggi e sono, quindi, graditi all'utente, il CTR sarà, di conseguenza, alto. Perché? Semplicemente perché ogni utente che ha visto un messaggio e ci ha cliccato sopra lo ha fatto perché ne è stato interessato. L'utente, quindi, compie in questo caso le azioni che ci aspettavamo da lui (la fatidica e fondamentale "Conversione").

Al contrario, se i nostri annunci, a seguito di molte visualizzazioni, hanno ricevuto pochi clic significa che il messaggio contenuto al loro interno non è risultato gradito agli utenti che, quindi, non hanno approfondito (scegliendo annunci più pertinenti).

Adesso è lecito porsi una domanda: quando possiamo dire di avere un buon CTR e possiamo, quindi, ritenerci soddisfatti dell'andamento delle nostre campagne pubblicitarie?

Risposte definitive a questa domanda, purtroppo, non esistono. Questo perché le valutazioni dipendono da un'ampia gamma di fattori quali, ad esempio, la tipologia di campagna, i competitors che sono scesi in gioco, il target di utenti a cui ci riferiamo e via discorrendo.

Per trovare una risposta a questa domanda, la cosa migliore da fare è andare a confronto con i benchmark dei mercati. Gli annunci su Facebook, per fare uno degli esempi più classici, hanno un CTR medio sempre inferiore all'1%. Se siamo attorno a quel range, quindi, possiamo ritenere di aver fatto un buon lavoro: gli annunci vanno alla grande!

Saper comunque definire un CTR medio è importante per migliorare la propria percentuale di click. Abbiamo anticipato come entrino in gioco diversi fattori nella determinazione di un buon CTR. Uno di questi è sicuramente rappresentato dalla piattaforma che abbiamo deciso di utilizzare per la pubblicazione della nostra campagna di annunci. Ogni tipologia di piattaforma, infatti, ha un target di utenti ben definito e proprio per questo il CTR medio può variare enormemente da una all'altra.

Abbiamo visto come il CTR sotto l'1% sia da considerarsi nella media su Facebook. Se, invece, utilizziamo Google, per stare nella media il CTR deve assestarsi attorno al 2%. La variazione rispetto al valore precedente, si vede da subito, è molto importante. Altro fattore che può influenzare il CTR è riferibile al settore in cui operiamo. Ci sono settori che, per una cosa o per un'altra, hanno sempre percentuali di clic più alte. Altri, invece, si assestano su valori più bassi. A fare la differenza, però, in questo caso, non è il valore della nostra campagna ma semplicemente il settore di riferimento.

La cosa migliore, comunque, è non soffermarsi nell'inseguimento di numeri arbitrari da ottenere a tutti i costi. La mossa vincente è, invece, cercare di migliorare di volta in volta il nostro CTR confrontandolo con quello che abbiamo ottenuto nei mesi precedenti.

Proprio questa è una delle ragioni per cui è bene misurare il proprio CTR. Risulterà molto complicato ottenrere un numero maggiore di clic se non abbiamo idea di quale sia la percentuale sul momento. Se non seguiamo il successo delle nostre aziende nel tempo, non abbiamo maniera di sapere se stiamo raccogliendo i frutti sperati e se stiamo migliorando rispetto a quanto abbiamo fatto in passato. Quindi, se non avete ancora misurato il vostro CTR, fatelo adesso e iniziate ad utilizzare il valore ottenuto per cercare di migliorare sempre le campagne successive.

Ci sono dei comportamenti o, comunque, dei metodi che possono aiutarci ad aumentare il CTR. Vogliamo vederli insieme? Ne abbiamo riassunti, in particolare, 7 a cui bisognerebbe sempre prestare la massima attenzione.

Bisogno di ulteriori chiarimenti? Contattateci con fiducia

Sette consigli per migliorare il CTR

Adesso che abbiamo davvero le idee chiare su cosa sia il CTR e quale sia la sua importanza, diamo uno sguardo ai 7 suggerimenti che ci permetteranno di aumentarlo, migliorando in questo modo i risultati delle nostre campagne pubblicitarie.

1. Conosciamo il nostro pubblico

Tutte le aziende mirano ad un aumento del proprio traffico, specialmente nel momento in cui parliamo di campagne a pagamento. Ed in effetti, investire del denaro per una pubblicità con dei riscontri non ha nulla a che fare con gli investimenti per campagne che non fruttano alcunché. Nonostante questo dobbiamo sempre essere certi che il traffico rivevuto dalla campagna su Google Ade sia corretto. Ciò significa che conoscere il nostro pubblico di riferimento è fondamentale e bisogna farlo ancor prima di partire con lo sviluppo della campagna pubblicitaria.

Dovremo, quindi, sapere sesso, età, e quante più informazioni di riferimento possibili per poter studiare una campagna ad hoc. Conoscere, poi, le abitudini del nostro pubblico ci aiuterà a scegliere anche la metodologia migliore per raggiungerlo. Focalizzare l'attenzione sulle tipologie di sito che utilizza, sulle keywords maggiormente utilizzate potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Cercare di capire come il nostro pubblico descriverebbe ciò che sta cercando è altrettanto importante.

Se desideriamo, come è certo, che lead qualitativi tornino sul nostro sito web, i nostri annunci dovranno catturare l'attenzione degli utenti e far sì che ci clicchino sopra. Come fare per reperire tutte queste informazioni? La strategia migliore è sempre quella di dimostrarsi aperti con il proprio pubblico cercando di parlare anche con lui e comprendere quali sono gli argomenti che lo interessano di più. Qualora le discussioni individuali siano complicate (e capita molto più spesso di quanto si possa immaginare!), potremmo inviare un sondaggio a tutti invitandoli a rispondere a domande inerenti, ad esempio, le loro abitudini. Ne ricaveremo un quadro completo che ci sarà davvero molto utile.

2. Cerchiamo di essere specifici con le nostre parole chiave

Visto e considerato che le parole chiave (o keywords) sono tra le cose più importanti da tenere in considerazione in Google Ads, cerchiamo di utilizzare sempre quelle migliori. Un annuncio ben scritto e qualitativamente eccellente perde moltissimo traffico se non viene abbinato alle giuste parole chiave. L'utilizzo corretto di queste ultime, infatti, ci garantisce che il nostro business raggiunga i giusti utenti con i nostri annunci ottenendo maggiori possibilità di clic e, quindi, massimizzando le spese pubblicitarie.

Come fare per scegliere le giuste keywords? La cosa più importante è essere quanto più specifici possibile. Se utilizziamo, infatti, keywords generiche attireremo un pubblico generico e diminuiranno le possibilità di interessarlo. Facciamo un esempio pratico. Se la nostra parola chiave dovesse essere "pasticceria", cerchiamo di utilizzare parole aggiuntive che ne specifichino la tipologia. Invece di scrivere soltanto "pasticceria" potremmo, quindi, aggiungere, ad esempio, "pasticceria senza glutine" o "pasticceria specialità cornetti".

Scegliere un tipo di kw pi mirata potrebbe portare ad un calo di impressioni. Ciò nonostante, dal momento che è una pratica che ci aiuta a raggiungere un pubblico più pertinente coi nostri annunci, è molto probabile che il numero di clic sia comunque superiore a quanto avverrebbe con un annuncio più generico.

Ricordiamoci che ottimizzare i nostri annunci per la ricerca vocale è, ormai, quasi indispensabile per garantirci il giusto successo. Questo tipo di ricerca, infatti, è aumentata con il passare del tempo ed ha, oggi, grande voce in capitolo. Importante tenerne conto dal momento che, concentrandoci sulla ricerca vocale, non dovremo utilizzare le stesse parole chiave che utilizziamo per le classiche ricerche testuali. Difatti non capita mai che un utente effettui una ricerca vocale con gli stessi termini che avrebbe usato digitando la richiesta.

3. Assicuriamoci che le copie dei nostri annunci siano convincenti

Nel momento stesso in cui gli utenti cliccano sul nostro annuncio lo fanno solo ed esclusivamente perché ne hanno trovato convincente la copia. Quasi tutti gli annunci che vantano percentuali di clic medie elevate eccellono nel dialogo con gli utenti perché lo fanno in maniera più che comprensibile.

Agli inizi, comunque, può essere complicato comprendere l'efficacia delle copie senza che ve ne siano altre con cui poterle confrontare. Se riscontriamo CTR inferiori a quanto abbiamo preventivato, rivedere la copia è la prima cosa da fare per migliorare i rendimenti. Dovremo iniziare a rendere il titolo quanto più pertinente possibile all'argomento e alla ricerca dal momento che la voglia di cliccare parte proprio da un buon titolo. Dopo di ciò potremo concentrarci sul resto andando a migliorare ciò che riteniamo possa essere migliorato.

Se per le prime campagne non ci saranno possibilità di confronto, man mano che pubblicheremo degli annunci potremo confrontarli con quelli futuri. Potremo, ad esempio, verificare per quali abbiamo registrato i rendimenti migliori andando a modellare i successivi sullo stesso stile.

4. Utilizziamo le estensioni annuncio

Utilizzare le cosiddette estensioni annuncio in Google Ads è un'arma importante per riuscire ad aumentarne la visibilità. Big G, difatti, non può che essere "fiero" che la nostra azienda abbia successo. Ed è proprio questo il motivo per cui ci viene offerta la possibilità di utilizzare le estensioni annuncio per l'aumento del CTR.

Sono molte le estensioni di cui è possibile servirci. Citiamone qualcuna e vediamola un po' più da vicino.

  • Le estensioni di località sono le migliori se abbiamo un negozio fisoco e vogliamo incrementare il traffico locale. Grazie a questo strumenti agli utenti vengono mostrati la nostra posizione, i pulsanti di chiamata e i link che indirizzano alla nostra azienda.
  • Le estensione callout sono la scelta migliore se desideriamo aiutare il visitatore nella conversione offline. Ci consentono, in definitiva, di aggiungere ulteriore testo nei nostri annunci specificando, ad esempio, che effettuiamo la consegna gratuita o che abbiamo un servizio clienti attivo 24 ore su 24.
  • Le estensioni di chiamata risultano utili per incentivare una comunicazione offline più efficace. In cosa consistono? Come possiamo evincere dal nome stesso si tratta della possibilità di aggiungere un contatto telefonico all'interno dell'annuncio. Cliccandoci sopra i visitatori potranno entrare direttamente in contatto con noi.
  • Molto vicine a queste sono le estensioni cosiddette di messaggio che incoraggiano l'utente ad inviare un messaggio testuale alla nostra azienda incoraggiando, anche in questo caso, la comunicazione.
  • Le estensioni sitelink sono utilissime per incoraggiare l'utente a compiere una determinata azione. Ad esempio, qualora vogliamo condurlo direttamente ad effettuare un ordine, potremmo aggiungere quest'ensione ai nostri annunci inserendo un link direttamente al suo interno che porti il cliente proprio laddove vogliamo.
  • Le estensioni snippet strutturate ci consentono di mostrare ai clienti delle info aggiuntive che, di certo, troveranno molto utili.
  • Le estensioni di prezzo mostrano i nostri servizi includendo i relativi prezzi. In questo modo i visitatori potranno navigare tra i nostri servizi direttamente dagli annunci.
  • Le estensioni app, come facilmente si intuisce dal nome, servono per fare in modo che l'app della nostra attività venga scaricata dal numero più alto di persone possibile.
  • Chiudiamo con le estensioni di recensioni che ci aiutano a mostrare nell'annuncio ogni recensione positiva sulla nostra attività scritta da altri. Quest'ultimo è uno strumento molto importante dal momento che leggere recensioni positive di persone che hanno già avuto a che fare con un brand incoraggia ancor più ad avvicinarcisi.
Ricordiamo sempre che per ottimizzare al massimo l'utilizzo delle estensioni bisogna sempre puntare su quelle vicine ai nostri obiettivi in termine pubblicitario. Ad esempio, qualora il nostro obiettivo principale sia quello di portare maggiori conversioni al nostro sito internet, è più consigliato utilizzare estensioni callout o sitelink. Utilizzarne altre, seppur interessante, non porterebbe gli stessi risultati.

5. Includiamo le parole chiave all'interno dell'URL degli annunci

Aggiungere le parole chiave che stiamo proponendo all'URL degli annunci è un ottimo metodo per dare fiducia a chi li visualizza. Nel momento stesso, infatti, in cui la parola chiave si trova nell'indirizzo web, stiamo dando la certezza ai visitatori che cliccando sull'annuncio in questione troveranno effettivamente ciò che stanno ricercando.

D'altra parte l'esperienza parla chiaro: chi utilizza questa tecnica riscontra un aumento del CTR superiore rispetto a chi, invece, non lo fa. Più è la fiducia che riusciamo ad instaurare con i visitatori, maggiori saranno le possibilità di ricevere da parte loro un clic.

6. Aggiungiamo inviti all'azione efficace (CTA)

Anche se può sembrarci molto facile, inviti forti all'azione nelle copie dei nostri annunci sono in grado di far aumentare di molto il CTR. Nel momento stesso in cui gli utenti visualizzano gli annunci, desidereranno conoscere i passaggi successivi. Quando diciamo loro esattamente cosa dovranno fare, li stiamo guidando proprio verso la tanto attesa conversione. In questo caso è la curiosità che spingerà i visitatori a cliccare l'annuncio. Indipendentemente da tutto, comunque, questo aumenterà il CTR medio del nostro sito.

Facciamo, anche in questo caso, un esempio pratico. Supponiamo di voler portare i visitatori ad effettuare un acquisto. Occorrerà comunicargli cosa potrebbero acquistare. Se, poi, vogliamo che ci contattino per maggiori informazioni, diamogli il nostro contatto per poterlo fare. Per chiarire meglio i passaggi successivi è bene utilizzare sempre verbi o parole che lo facciano bene intendere. I migliori, in questo senso, sono termini come navigazione, chiamata, acquisto e così via.

7. Proviamo, proviamo, proviamo

Il settimo consiglio da attuare per poter migliorare, con il tempo, il proprio CTR si traduce proprio con un verbo importante: provare. Testare vari modi, provare tante tecniche è la soluzione migliore per scoprire quale, tra tutti, è quello che offre i risultati migliori. Tutto ciò che funziona bene e porta risultati andrà, quindi, isolato dal resto e riutilizzato nelle campagne pubblicitarie che promuoveremo in futuro. In tal modo saremo praticamente certi di ottenere il giusto riscontro.

Oltre ai test su titoli e copie (come abbiamo già descritto lungamente) potremmo includere altri dettagli, utilizzare punteggiature differenti, testare diversi CTA e confrontare quali tra questi elementi è in grado di raccogliere le reazioni migliori.

Ed è anche normale che sia così! Per aumentare il proprio CTR e portarlo a valori superiori rispetto alla norma, è indispensabile lavorarci sù per scoprire qual è, alla fine, la tecnica che paga di più per la nostra attività.


Concludendo..

Siamo giunti al termine di questo lungo percorso che ci ha condotti nel mondo del CTR e in tutte le sue varie sfumature. Abbiamo imparato come sia importante analizzare e utilizzare al meglio il CTR per fornire valore aggiunto al proprio sito, alla propria azienda e, di conseguenza, al proprio pubblico. Occorre, però, come abbiamo abbondantemente ribadito, stare attenti a non compiere piccoli, ma pericolosi, errori di valutazione.

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