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Cantina Sandro de Bruno

Cantina di Montecchia di Crosara che lavora vitigni autoctoni su suoli vulcanici: sito bilingue dove le visite in cantina contano quanto le etichette.

#Bilingue #Visite in cantina #Eventi

Una cantina che lavora su vitigni autoctoni e suoli vulcanici vende una cosa che va spiegata: il Durello dei Lessini non ha la notorietà automatica di altre denominazioni, e chi lo compra prima vuole capire da dove viene.

Il sito parte da lì: il territorio e il suolo non sono una pagina “chi siamo” parcheggiata in fondo ma il modo in cui si arriva alle etichette. Le schede dei vini stanno alla fine del racconto, non prima.

L'altra metà sono le persone che arrivano davvero. Le cantine aperte e gli eventi si annunciano dal sito e si prenotano da lì: per una cantina di queste dimensioni la visita è il canale di vendita, non un contorno.

Il suolo prima dell'etichetta

Con una denominazione poco conosciuta il racconto del territorio non è contorno: è la strada che porta alla scheda del vino.

La visita è il canale

Cantine aperte ed eventi si annunciano e si prenotano dal sito: per una cantina di queste dimensioni chi viene a visitarla è anche chi compra.

Ogni vino ha la sua scheda tecnica

Vitigno, affinamento, gradazione e temperatura di servizio stanno nella pagina del vino: sono i dati che una enoteca ricopia e che un appassionato va a controllare.

Arrivare in collina va spiegato

Una cantina fuori dai centri abitati si trova solo con indicazioni chiare: mappa e orari di apertura stanno nella pagina della visita, perché l'ospite parte da lì.

La newsletter richiama chi è già venuto

Chi ha visitato la cantina è il cliente più probabile della vendemmia successiva: la lista serve a dirgli quando esce l'annata nuova, non a fare volume di invii.

Cosa dice il cliente

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