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DOWEB Numero Verde

Ufficio

Piazza Buccari 30/a, 37141 Verona

Scritto in data
venerdì 07 agosto 2020
Tempo per la lettura
6 minuti
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I Redirect 301 e 302 ci possono tornare utilissimi nel momento in cui una o più risorse, all'interno del nostro sito, sono state spostate o sono momentaneamente irraggiungibili a causa di un'operazione di manutenzione. Nonostante possano sembrare identici, ognuno ha una funzione differente e va, quindi, utilizzato in una specifica circostanza. Imparare a distinguere è fondamentale per non incorrere in errori all'interno del sito e per non essere penalizzati da Google in ottica SEO. Addentriamoci in questo mondo e impariamo tutto sui Redirect 301 e 302.

Redirect 301 e 302, ne avete mai sentito parlare? Di certo, anche se non avete un sito tutto vostro sarete incappati, a volte, in questi due termini senza, però, soffermarvi molto sul loro significato e sulla loro importanza. Valori che comprenderete indubbiamente meglio nel momento in cui avrete la necessità, per un qualsiasi motivo, di spostare o cambiare il dominio dei vostri siti internet.

La prima cosa da sapere, innanzitutto, è che non bisogna fare confusione tra i due e che ciascuno ha, naturalmente, una funzione tutta sua. Capita, molto più spesso di quanto si possa in realtà immaginare, che i webmaster utilizzino il redirect 302 invece del redirect 301. Questa scelta non solo è impropria ed errata ma può causare, a lungo andare, un danno (a volte molto serio) ad ogni tipo di contenuto che si trova nel loro sito. Ma non è tutto! L'utilizzo improprio di un redirect invece che di un altro viene visto negativamente anche dai motori di ricerca che penalizzano i siti interessati con perdite sia in termini di traffico che di posizionamento. Cerchiamo, fatta questa piccola ma doverosa promessa, di fare chiarezza una volta per tutte.

Partiamo rinfrescandoci un attimo la memoria su quelli che è il codice di stato HTTP. Esistono diverse classi che si differenziano, tra loro, proprio in base alla prima cifra che ne compone il codice. In questo caso, in cui ci troviamo dinnanzi a codici la cui cifra iniziale è il 3, la categoria di risposta a cui appartengono entrambi è nota come "redirezione". Nel momento stesso in cui si ottiene in risposta uno di questi codici, i browser vengono messi al corrente che le risorse ricercate non si trovano più agli indirizzi digitati ma sono stati spostati.


Redirect 301, cos'è

Il Redirect 301 è un codice di stato HTTP che si utilizza nel momento in cui vogliamo assicurarci che il motore di ricerca (e gli eventuali visitatori di un sito web venga indirizzato verso le pagine corrette del nostro sito perché abbiamo provveduto a cambiarne l'indirizzo (rispetto a quello noto fino a quel momento). Lo spostamento della pagina è permanente e non verrà mai più "indirizzata" come in precedenza. Proprio in questo caso si utilizza il redirect 301. Per gli utenti e per i motori di ricerca cambia poco e nulla. Questi, infatti, vedranno le nuove pagine come se queste avessero sostituito quelle vecchie in maniera permanente. Grazie a questo codice, poi, i nuovi indirizzi verranno visualizzati all'interno delle SERP in sostituzione di quelli precedenti.

Quando è giusto ricorrere al Redirect 301

Per comprendere quando sia effettivamente corretto ricorrere all'utilizzo di un redirect 301, è sufficiente ricordarci la sua funzione: segnalare spostamenti permanenti delle risorse web. Ci sono quattro circostanze in cui è bene procedere con un redirect 301 ed in cui avremo la certezza di non incorrere in errori che ci penalizzerebbero dal punto di vista SEO. Vediamole un po' più nel dettaglio.

  1. Quando stiamo spostando il nostro sito internet su nuovi domini e vogliamo che il procedimento si svolga nella maniera migliore possibile;
  2. quando siamo proprietari del medesimo dominio a cui, però, sono associate diverse tipologie di estensione e desideriamo renderne una come principale e fare in modo che, anche digitando le altre, si giunga sulla pagina dotata dell'estensione principale;
  3. nel momento in cui ci troviamo dinnanzi a URL che non sono più utilizzati è indispensabile un redirect verso pagine specifiche;
  4. quando abbiamo deciso di effettuare una migrazione da HTTP a HTTPS.


Concretamente, un esempio di redirect 301

Per comprendere in maniera completa di cosa stiamo parlando quando ci troviamo difronte ad un redirect 301, è opportuno affidarci anche ad un esempio pratico. Prenderemo in considerazione il caso di un reindirizzamento di tipo permanente che ha visto migrare i contenuti del nostro sito da un dominio verso altro dominio. Di conseguenza, proprio in virtù di quello che abbiamo detto fino a questo momento, ogni qualvolta un utente richiedeà di accedere al nostro vecchio sito verrà reindirizzato in maniera definitiva e, praticamente, automatica sul nostro nuovo sito. Nel caso di una richiesta per effettuare l'accesso, ad esempio, a anzianosito.com avremo

GET /pagina-abc.html HTTP/1.1
Host: www.anzianosito.com

Seguirà la risposta che reindirizzerà gli utenti sulle stesse pagine ma con una differenza sostanziale, si tratterà di pagine relative al nuovo dominio.

HTTP/1.1 301 Moved Permanently
Location: http://www.attualesito.com/pagina-abc.html

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Cos'è il redirect 302

Passiamo, adesso, a vedere più da vicino cosa intendiamo nel momento in cui parliamo di redirect 302. In questo caso ci troviamo dinnanzi ad un contenuto spostato in via temporanea e non permanente come nel caso precedente. Si tratta, quindi, di cambiare temporaneamente l'indirizzo in modo che sia gli utenti che il motore di ricerca vengano reindirizzati verso una pagina (scelta da noi) esclusivamente per un determinato periodo di tempo.

Con questa tipologia di codice, il motore di ricerca non va a cambiare le nuove URL con quelle vecchie che vengono, invece, ancora mantenute negli indici.

L'impostazione di un codice di questo tipo risulta essere molto più facile rispetto a quanto avviene per la variante 301. Per inserirlo, infatti, è sufficiente semplicemente utilizzare un meta tag.

Quando è più giusto ricorrere al redirect 302?

Come abbiamo già visto per il redirect 301, andiamo a vedere quali sono le circostanze in cui è bene utilizzare il redirect 302. Anche in questo caso possiamo riassumere il tutto in una serie di punti (ne abbiamo scelti, in particolare, tre). Quando è meglio procedere con questo reindirizzamento?

  1. Quando abbiamo la necessità di fare un A/B test sulle funzionalità di una o più pagine del nostro sito internet;
  2. nel caso in cui gestiamo un negozio online e siamo dinnanzi ad una pagina contenente un prodotto esaurito o disponibile solo in alcuni periodi dell'anno. In questo caso potremo rimandare, in maniera temporanea, i nostri clienti direttamente alle pagine contenenti gli articoli sostitutivi tra cui sarà possibile effettuare la scelta;
  3. nel momento in cui desideriamo effettuare l'aggiornamento delle pagine e, mentre siamo al lavoro su esse, desideriamo che i visitatori non possano visualizzare il cambiamento che stiamo effettuando fino al momento in cui non avremo finito.


Concretamente, un esempio di redirect 302

Adesso, proprio come abbiamo fatto con il redirect 301, cerchiamo di comprendere al meglio il ruolo del redirect 302 facendo un esempio concreto. Ricordando che si tratta, in questo caso, di risorse trasferite in via provvisoria, ribadiamo che gli utenti chiederanno l'accesso a pagine del nostro sito che, in quel determinato momento, sono sottoposte a manutenzione e per questo non raggiungibili. Gli utenti verranno reindirizzati ad un'altra pagina.

La richiesta sarà la seguente

GET /index.html HTTP/1.1
Host: www.vecchiosito.com

La risposta del webserver sarà la seguente

HTTP/1.1 302 Found
Location: http://www.veccchiosito.com/manutenzione.html

Il redirect 302, nel nostro esempio, è stato utilizzato in maniera corretta. Il reindirizzamento, infatti, non sarà permanente ma avrà una valenza temporanea. Una volta che le operazioni di manutenzione saranno completate tutto tornerà come prima.


L'importanza dei redirect per i motori di ricerca

Per i visitatori di un sito internet, in fin dei conti, non esiste una sostanziale differenza tra il redirect 301 e il 302. In entrambi i casi, infatti, verranno trasferiti ad altre URL e troveranno, sempre, il contenuto che stavano cercando. Per i motori di ricerca, però, la differenza è davvero importantissima. Se utilizziamo, infatti, un redirect 301 le vecchie URL vengono cancellate in via definitiva e vengono sostituite con quelle nuove. Se, invece, utilizziamo un redirect 302, i motori di ricerca non effettueranno aggiornamenti definitivi delle URL e continueranno a memorizzare il vecchio indirizzo in attesa che questo torni al suo corretto funzionamento.

Detto questo, possiamo affermare con assoluta certezza, che la differenza tra un redirect 301 e 302 e, soprattutto il loro corretto utilizzo, risulta essere fondamentale in ottica SEO per tutti i siti internet. Qualora implementassimo, infatti, dei redirect con errati stati HTTP, potrebbero esserci conseguenze di un certo peso (forse superiore a quanto si possa immaginare).

  • Se le pagine sono state interessate da un trasferimento definitivo ma viene implementato, erroneamente, il redirect 302 (per i trasferimenti provvisori), i motori di ricerca potrebbero considerare ogni pagine interessata come un duplicato delle altre. Si sa che Google attribuisce pesanti penalizzazioni in questi casi.
  • Allo stesso modo, se le pagine sono state interessate da un trasferimento momentaneo ma dovessimo utilizzare, per sbaglio, un redirect 301, la conseguenza potrebbe essere gravissima. Google, infatti, potrebbe arrivare a considerare come definitivamente rimosse quelle pagine e, per questo, cancellarle dai propri indici. In questo caso le penalizzazioni sotto il profilo del posizionamento sarebbero disastrose.


Ne consegue che è indispensabile stare attentissimi allo stato HTTP quando utilizziamo i redirect. Solo così si eviteranno conseguenze spesso molto gravi e spesso irrecuperabili.


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Gli errori da evitare per non essere penalizzati

I redirect sono molto utili per tutti coloro che gestiscono un sito internet. Possono, però, trasformarsi in un'arma a doppio taglio se non vengono utilizzati nella maniera corretta. Per evitare di essere penalizzati, è bene evitare di cadere in alcuni degli errori più frequenti. Di seguito i tre che si verificano più spesso.

  • I redirect a catena sono da evitare. Ma quando possiamo dire di trovarci dinnanzi a dei redirect di questo tipo? La risposta non è complicata. Come facilmente si intuisce dalla denominazione, un redirect a catena si verifica nel momento una pagina X reindirizza ad una pagina Y che, però, a sua volta reindirizza ad una pagina K. Tre pagine, quindi, risultano coinvolte nell'operazione e si tratta di una scelta che ha davvero pochissima efficacia, se non nulla. Il "succo" della prima pagina, ovvero la sua autorità, non si trasferirà mai per intero alla pagina Y e per Google potrebbe essere segnale che non vale la pena passare alla sua esplorazione. Se questa è la "penalizzazione" dal punto di vista SEO per il sito di chi sceglie di attuare questa tecnica vi sono degli svantaggi anche dal punto di vista della User Experience. L'esperienza utente, infatti, ne risentirà negativamente dato che l'ultima pagina della catena (in questo caso la Y) risulterà molto più lenta rispetto alle due precedenti.
  • Altrettanto da scansare risultano essere i redirect effettuati verso qualunque URL. Scegliere il nuovo indirizzo in maniera giusta è importantissimo ed è fondamentale che questo sia del tutto pertinente con il contenuto del sito stesso. Gli argomenti trattati nelle nuove pagine, di conseguenza, dovrebbero risultare quanto più vicini a quelli trattati nelle vecchie pagine.
  • L'ultima tipologia di redirect che ci sentiamo in dovere di sconsigliare a tutti i webmaster (più o meno esperti) è quello definito come redirect a tutto spiano. Nonostante il nome piuttosto coinvolgente, infatti, questa tipologia di operazione non è indicata. Ma quando si verifica? Basta analizzarne il nome. Quando diciamo che facciamo qualcosa a tutto spiano, significa che lo facciamo di continuo. Ebbene, questa pratica non è consigliabile con i redirect, specialmente se parliamo dei redirect 301. Nonostante il redirect 301 sia, infatti, una soluzione molto pratica a nostra disposizione, utilizzarlo esageratamente nel proprio sito porta in maniera inevitabile ad un allungarsi dei tempi di caricamento delle nostre pagine andando ad impattare negativamente sull'esperienza utente all'interno dei sito e sul motore di ricerca che potrebbe non indicizzarlo più. Inevitabili, a questo punto, le conseguenze sul piano SEO con penalizzazioni sul posizionamento.


Nel momento in cui sia stato implementato un redirect 301, è possibile assicurarci che funzioni correttamente utilizzando uno dei tanti strumenti di controllo disponibili per i webmaster. Basterà inserire il vecchio indirizzo e verificare la comparsa del redirect 301 e il successivo reindirizzamento verso il nuovo indirizzo.

Qualora aveste difficoltà nell'impostare i rediret 301 e 302 o, semplicemente, vogliate verificare di aver fatto tutto correttamente, potrete rivolgervi con fiducia a noi di Doweb che facciamo della sicurezza sul web e della soddisfazione dei clienti la nostra maggiore soddisfazione.

Ancora in ambito SEO: meglio il redirect 301 o il redirect 302?

Abbiamo appena scoperto che i redirect hanno un ruolo fondamentale in ambito SEO. Ma quale dei due ha un ruolo più importante? Nessuno dei due dal momento che ciascuno ha la sua importanza e bisogna sempre attenersi strettamente tipologia di scopo che vogliamo raggiungere. Come abbiamo già specificato, dovremo semplicemente stare attenti al tipo di reindirizzamento (definitivo o temporaneo). Il resto del "gioco" sarà svolto dai relativi redirect che aiuteranno i motori di ricerca ad interpretare al meglio tutte le nostre intenzioni.


Contattateci con fiducia per tutte le informazioni sui redirect 301 e 302

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