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Piazza Buccari 30/a, 37141 Verona

Scritto in data
venerdì 13 dicembre 2019
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5 minuti
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I link sono l'anima del web e proprio per questo il loro corretto utilizzo è fondamentale. Vediamo insieme le differenze tra link nofollow e dofollow con i rispettivi campi di applicazione.

Stai studiando le strategie SEO e ti sei imbattuto nei link dofollow e nofollow? In effetti, navigare sul web e trovare un sito internet che non presenti, tra le sue pagine, dei collegamenti ipertestuali ad altre pagine (interne o esterne al sito stesso) è praticamente impossibile. Ti renderai ben conto che in una simile ipotesi ogni pagina sarebbe limitata e non offrirebbe ai visitatori l'esperienza di cui sono alla ricerca. Ecco, quindi, che l'inserimento di link che rimandano ad altre pagine è del tutto naturale su internet.

Ma quand'è che parliamo di link dofollow? Quando, invece, ci riferiamo al nofollow? E quali sono le principali differenze?

Nel momento stesso in cui decidiamo di creare un collegamento sul nostro sito che rimandi ad un'altra pagina ci prendiamo una bella responsabilità nei confronti dei visitatori. Dato per scontato che spetterà esclusivamente a questi ultimi scegliere se cliccare sul link o meno, dobbiamo comunque avere la piena consapevolezza che la risorsa che indichiamo sia davvero affidabile. L'affidabilità, infatti, è fondamentale per Google e per il posizionamento di un sito internet nelle SERP, quindi ai primi posti tra i risultati dei motori di ricerca. E proprio a questo punto diventa fondamentale conoscere i link dofollow e quelli nofollow. Per capire la loro importanza è necessario fare un salto indietro nel tempo.

La loro nascita, infatti, coincide con quella del concetto stesso di SEO. Agli inizi, infatti, Google giudicava i vari siti internet in base al cosiddetto PageRank, andando a stabilire quanto fossero popolari le varie pagine in base ai backlink di ciascuna di esse. Eravamo, in quegli anni, al debutto del web marketing e più che puntare sulla qualità, il posizionamento dei siti internet derivava dal numero di backlink.

Adesso le cose sono notevolmente cambiate e l'interesse di Google si è spostato sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Di conseguenza è venuto alla luce l'attributo Nofollow che i webmaster potevano associare ad un link per suggerire ai motori di ricerca di non seguire quel collegamento perché ritenuto poco affidabile.

Contattaci per ulteriori informazioni su dofollow e nofollow


Ma cos'è un link Nofollow e come si applica?

Come abbiamo anticipato, per link nofollow (o no follow) si intende un collegamento contrassegnato come "da non seguire" per tutti i motori di ricerca. Questo concetto è nato nel 2005 quando Google, Microsoft e Yahoo l'hanno introdotto come mezzo di prevenzione contro lo spam che poteva derivare da ogni singolo articolo pubblicato. In seguito il loro utilizzo è stato esteso anche a tutti i link a pagamento per penalizzare i tentativi di manipolazione sul SEO. Contrariamente a quanto avviene per il dofollow (che vedremo a breve), i link nofollow devono essere applicato manualmente ai collegamenti attraverso il codice HTML <a href=''URL'' rel=''nofollow''>anchor text</a>.


Quando conviene utilizzare i link Nofollow

Per definizione, dunque, abbiamo visto che chiunque vada ad inserire, con le modalità sopra descritte, un nofollow nel proprio sito, va a comunicare ai crawler di Google che non serve seguire il link. Nonostante la natura del web preveda proprio la possibilità di creare una rete di collegamenti, i link nofollow vanno utilizzati in determinate circostanze, vediamo quali sono:

  • nel momento stesso in cui inseriamo un collegamento ad un sito web il cui settore, però, non ha nulla a che vedere con quello del nostro sito;

  • quando ci accorgiamo che l'oggetto del link è un sito poco affidabile, o in ogni caso, che può essere a breve penalizzato da Google;

  • quando il collegamento è realizzato con un sito i cui PA e DA sono nettamente inferiori rispetto a quelli del nostro sito;

  • quando vogliamo essere certi di evitare penalizzati per l'utilizzo di link e fini meramente commerciali.

Sarebbe una buona norma, poi, andare ad utilizzare i nofollow nel momento in cui un utente entra in contatto con il nostro sito e genera dei contenuti. Molte volte, infatti, si è difronte a tentativi di spam effettuati con l'unico obiettivo di ricevere un link in ingresso. Ecco perché non andrebbe seguito dagli altri visitatori o dai bot di Google.


Come verificare se un link è Nofollow oppure no

Nonostante un link nofollow appaia, a prima vista, come un semplice collegamento ad un'altra pagina web è possibile, analizzandolo, scoprire se si tratta effettivamente di un nofollow o meno. Per fare questa verifica è possibile seguire diverse vie.

  • Posizioniamoci con il mouse sul link in questione, clicchiamo con il tasto destro e andiamo a selezionare "Analizza elemento". Vedremo apparire il codice HTML del collegamento da cui potremo comprenderne la natura.

  • In alternativa possiamo utilizzare diverse estenzioni dei svariati browser. Ad esempio per Firefox possiamo utilizzare Nodofollow mentre per Chrome uno strumento utilissimo è rappresentato da NofollowSimple. Provare per credere!

 

Quali conseguenze per chi riceve un nofollow?

A questo punto, vista la natura del link nofollow che comunica a Google che un collegamento non ha rilevanza, è lecito chiederci quali siano le conseguenze incontro a cui va il destinatario di questo particolare tipo di link. In definitiva possiamo dire che chi è messo in questa condizione riceve pur sempre un collegamento che, seppur in maniera minore, può andare ad influenzare il posizionamento sulle SERP del proprio sito a patto che il link in questione provenga da un sito ad ottimi livelli e con argomentazioni affini. In secondo luogo, la natura stessa di collegamento può portare un maggior traffico di visitatori in tempi anche relativamente brevi. Utilizzando questo tipo di link, comunque, si contrinbuisce a diminuire notevolmente lo spam e si migliora la qualità dei link che rappresentano il vero cuore del web e dai quali ogni utente si aspetta di trovare le giuste informazioni. Ricordiamo, infatti, come per avere una buona strategia di linkbuilding è necessario che i collegamenti siano di buona qualità.


I link Dofollow o follow

Molto più semplice il discorso inerente i link dofollow o, semplicemente, follow. Come si può facilmente intuire si tratta di collegamenti da seguire, utili ai fini SEO e quindi per il miglior posizionamento del proprio sito internet all'interno dei risultati dei motori di ricerca. Essi hanno la peculiarità di apportare un valore aggiunto al sito e non è un caso se Google, rilevando la qualità dei contenuti, attribuisce dei feedback positivi ai siti linkati. Sono in molti a pensare che anche per il dofollow esista un attributo, proprio come avviene nel caso del nofollow. Ebbene, non è così! Non esiste nulla di questo tipo in quanto questa tipologia di link è impostata di default per tutti i collegamenti esterni e non incorre farlo manualmente mediante l'inserimento di un codice HTML. La modalità di verifica di un dofollow è la stessa con la quale si verifica la presenza di un nofollow. A cambiare, naturalmente, il risultato in termini di codice HTML dinnanzi a cui ci troveremo.

 

Dofollow vs nofollow, qual è la differenza?

La differenza tra nofollow e dofollow, dunque, appare a questo punto chiara. Nel primo caso ci troviamo davanti ad un collegamento la cui presenza autorizza Google a considerarlo in termini di ranking relativi sia al nostro sito che a quello linkato.Questo si traduce in enormi vantaggi nel posizionamento SEO. Con un link nofollow, invece, comunichiamo a Google che il link in questione è irrilevante in termini di posizionamento e quindi non va seguito. Ricordiamo che è sempre possibile convertire un dofollow in nofollow andando semplicemente ad aggiungere l'attributo rel=nofollow all'interno del codice HTML del link stesso.

 

In conclusione, è chiaro come per il web siano importanti sia i link dofollow che i nofollow. Ciascuno a suo modo, come abbiamo visto, è utile ai fini dell'ottimizzazione SEO! In ogni caso, la manipolazione dei link e, quindi, del posizionamento sui motori di ricerca è ormai una strategia passata dal momento che Google non è idiota e premierà solo ed esclusivamente i backlink più spontanei. Se è vero, come lo è, che i dofollow sono più rilevanti che i nofollow, è anche vero che per raggiungere una backlink ottimale è sempre consigliabile che vi sia un rapporto quanto più equilibrato tra i primi ed i secondi.

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