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Il Nofollow e John Mueller

John Mueller di Google ha affermato che non vi è alcun vantaggio nel contrassegnare tutti i link in uscita come Nofollow: ma è così o non è così? Ma soprattutto, chi è John Mueller? E cos’è il Nofollow? Durante un recente Hangout svolto dalla Google Webmaster Central è emerso un argomento dove si credeva che contrassegnare tutti i link in uscita come Nofollow potesse portare a dei vantaggi sulla classifica, ma ....

Giuseppe Martone Scritto giovedì 10 ottobre 2019
Tempo di lettura: 5 minuti

John Mueller di Google ha affermato che non vi è alcun vantaggio nel contrassegnare tutti i link in uscita come Nofollow: ma è così o non è così? Ma soprattutto, chi è John Mueller? E cos’è il Nofollow? Durante un recente Hangout svolto dalla Google Webmaster Central è emerso un argomento dove si credeva che contrassegnare tutti i link in uscita come Nofollow potesse portare a dei vantaggi sulla classifica, ma è chiaro che tutto questo si è trattato solo di un malinteso. Infatti, a John Mueller venne posta la seguente domanda: “What do you think about the practice of some big publichers tagging all outgoing links with rel=nofollow?”. L’autore di questa domanda, sostanzialmente, ha chiesto a John Mueller cosa ne pensasse della pratica che alcuni grandi editori effettuano contrassegnando tutti i link in uscita come rel = "nofollow". L’autore della domanda ha ricevuto risposta con testuali parole da parte di John Mueller: “From what I know, the reasoning behind this is that with follow links you would leak link juice and then rank worse.”, lasciando dunque intendere al pubblico che utilizzare il nofollow link può essere, ed anzi è, svantaggioso. Ovviamente, come già accennato precedentemente, si è trattato di un malinteso. Ma cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Chi è John Mueller di Google?
John Mueller è uno dei principali esponenti dei Webmasters Trends Analysts di Google. Il suo ruolo primario è quello di collegare i Webmasters con gli ingegneri di Google, assicurandosi che tutti parlino la stessa lingua e che tutti i feedback che riceve dai vari Webmasters siano comunicati in modo efficace agli ingegneri di Google. Prima di entrar a far parte del team di Google, John Mueller possedeva una piccola società di software. Uno dei suoi progetti più significativi fu un software che era in grado di generare mappe di siti, chiamato GsiteCrawler, e fu proprio grazie a questo software ad ottenere i primi contatti con la Google. Inoltre, John Mueller lavora a stretto contatto con i Webmaster Tools Team e con i Sitemaps Team. Lavorano insieme su obiettivi che aiuteranno principalmente i Webmasters.

Cos’è il Nofollow? Aiutano o non aiutano il SEO?
I collegamenti Nofollow sono dei collegamenti a cui è applicato un tag HTML rel = “nofollow”. Cosa fa questo tag? Semplicemente dice ai motori di ricerca di ignorare quel determinato link, di non dare valore, importanza. Poiché i links nofollow non trasmettono il Page Rank, essi non influiranno sul posizionamento dei motori di ricerca.

Che differenza c’è con il Dofollow?
L’unica differenza tecnica tra i due è che il Nofollow ha come aggiunta il tag rel = “nofollow”. Il Dofollow, invece, non presenta alcun tag in aggiunta.

dofollow

nofollow

Da utente, è difficile distinguere un collegamento Nofollow da uno Dofollow. E’ possibile cliccarci sopra, copiarlo e utilizzarlo come un qualsiasi altro collegamento sul Web. Tuttavia, quando si tratta di ottimizzare il sito per i motori di ricerca, c’è una grandissima differenza tra i link Nofollow e Dofollow. La differenza sta nel fatto che i Dofollow aiutano le classifiche dei motori di ricerca. I link Nofollow, no. Infatti, Google incorpora tra i suoi algoritmi i link Dofollow, ma oltre a questi, anche i Nofollow, pur non passando nessun valore.

Ma allora perché i motori di ricerca hanno creato il tag Nofollow?
Il tag Nofollow è stato originariamente creato da Google per combattere lo spam nei commenti dei blog. Infatti, fino a non molto tempo fa vi è stato un aumento vertiginoso dei numeri di blog presenti sulla rete, e con essi, anche i commenti spam. Ma questo cosa c’entra? C’entra! Il problema è che nella maggior parte dei commenti spam vi erano la presenza di link (e continuano ad esserci!). Ciò è da considerasi un problema abbastanza grosso, poiché i siti di spamming hanno iniziato a posizionarsi davvero bene su Google, spingendo fuori dalle classifiche i siti di alta qualità. E siccome la tattica sembrava funzionare più che bene, lo spam non faceva altro che aumentare. Per questo motivo, nel 2005, Google ha contribuito a sviluppare il tag Nofollow, inserendolo comunque nel loro algoritmo.

Quale genere di Links sono Nofollow?
Generalmente, sono nofollow tutti i link derivanti da:

- Commenti sui blog

- Social media (ad esempio i link presenti nei post di Facebook)

- Links presenti sui forum



Esistono dei siti molto popolari che utilizzano il Tag rel = “nofollow” su tutti i loro collegamenti in uscita, come ad esempio:

- Quora

- Youtube

- Wikipedia

- Reddit

- Facebook

- Twitter


Se siete interessati a scoprire se un link è Nofollow o Dofollow, vi basta scaricare un’estensione per Google Chrome chiamata “Nofollow”, la trovate qui.

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