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20 giugno 2024

Hai un sito non-mobile? Attenzione, dal 5 luglio potrebbe sparire da Google!

Alex Baldarelli

Scritto daAlex Baldarelli

Tempo stimato per la lettura8 minuti

A partire dal 5 luglio 2024, Google ha annunciato una modifica significativa alla sua politica di indicizzazione dei siti web: non verranno più indicizzati i siti non ottimizzati per dispositivi mobili. Una decisione che segna un passo importante nella continua evoluzione del motore di ricerca per rispondere alle esigenze di un mondo sempre più mobile-first.

Google ha già rassicurato sul fatto che i siti attualmente indicizzati con Googlebot Desktop - il crawler che simula un utente che usa un computer desktop – sono pochi; al contrario, la maggior parte dei siti è già indicizzata con Googlebot Smartphone, il crawler mobile che simula un utente che usa un dispositivo mobile e che sarà padrone assoluto dell’indicizzazione dei siti web.

Cosa succede però se i tuoi contenuti non sono totalmente accessibili da mobile? Analizziamo in questo articolo la novità lanciata da Google e cosa devono fare i proprietari di siti web per… non sparire da Google!

Google non indicizzerà i siti non-mobile: le motivazioni
La scelta di Google riflette un cambiamento fondamentale nel comportamento degli utenti di Internet. Negli ultimi anni, il traffico web da dispositivi mobili ha superato nettamente quello da desktop. Gli utenti si aspettano esperienze rapide, fluide e ottimizzate per lo schermo del loro smartphone o tablet. Un sito non ottimizzato per il mobile può risultare difficile da navigare, lento e frustrante per gli utenti, portando a una cattiva esperienza complessiva.

Google ha già compiuto passi significativi verso l'adozione di un approccio mobile-first. Dal 2018, il motore di ricerca utilizza la mobile-first indexing, che significa che l'indice principale di Google e il ranking dei risultati di ricerca si basano principalmente sulla versione mobile del contenuto del sito. Tuttavia, questa nuova politica elimina completamente la possibilità per i siti non ottimizzati per il mobile di essere indicizzati.

Siti non indicizzati: conseguenze devastanti
Oggi il sito web è diventato per molte attività uno dei principali veicoli di business. Quando un sito non viene più indicizzato, significa che non è più presente nell’archivio dei motori di ricerca e non è più accessibile a nessuno. Attenzione, quindi, non si parla solo di posizionamento tra i primi risultati di ricerca, significa proprio una scomparsa da Google!

Le conseguenze, sì per gli ecommerce ma anche per chi utilizza il sito per generare lead o semplicemente come vetrina, possono essere devastanti. Ecco perché avere un sito completamente accessibile da mobile è una vera e propria necessità. Vediamo le principali.

Visibilità ridotta e perdita di traffico: se il tuo sito non è indicizzato, non apparirà nei risultati di ricerca quando gli utenti cercano parole chiave rilevanti. Ecco che quindi la tua attività rischia di finire nell’oblio totale, avrai meno visibilità online, quindi potresti perdere traffico e potenziali visitatori, considerando che la gran parte delle visite oggi proviene dai motori di ricerca.

Perdita di credibilità e affidabilità: gli utenti possono percepire il sito come meno affidabile o di bassa qualità se non è presente su Google, mentre altre aziende o partner potrebbero esitare a collaborare con un’azienda che non abbia un sito presente nei risultati di ricerca, temendo una bassa visibilità e un minor valore della collaborazione.

Riduzione opportunità di business: Se il tuo sito è un ecommerce o ha una natura commerciale, la mancanza di indicizzazione può comportare una significativa perdita di opportunità di business. Le persone non troveranno il tuo sito quando cercano prodotti o servizi correlati.

Il tuo sito non è accessibile da mobile? Corri ai ripari!
John Mueller di Google l’ha dichiarato: a partire dal 5 Luglio 2024, se il tuo sito non viene visualizzato sui dispositivi mobili o non è facilmente navigabile non sarà considerato da Googlebot Smartphone. Attenzione, perché non apparirà più tra i risultati di ricerca indipendentemente dalla qualità del contenuto o dalla rilevanza per le query degli utenti!

Se finora hai trascurato la versione mobile del sito, è necessario quindi correre immediatamente ai ripari. In primis verifica la tua situazione con questo tool di Google: qui puoi valutare elementi come il design responsive, ma anche la velocità di caricamento e la facilità di navigazione. Uno strumento gratuito che analizza una URL e restituisce un rapporto dettagliato sulla compatibilità mobile, evidenziando eventuali problemi che devono essere risolti.

Per un test più approfondito è però indispensabile avvalersi di strumenti come Google Search Console o Google Lighthouse, così da individuare eventuali problematiche di accessibilità da mobile. Google Search Console, in particolare fornisce rapporti specifici sui problemi di usabilità mobile, inclusi elementi interattivi troppo vicini, contenuti più larghi dello schermo e testo troppo piccolo per essere letto facilmente su dispositivi mobili.

Ora che sai qual è lo stato attuale del tuo sito in ottica mobile, devi intervenire sui fattori che hai appena sottoposto a test, per un’ottimizzazione completa e puntuale.

Dal punto di vista del design responsive, fondamentale per garantire che il sito si adatti automaticamente a diverse dimensioni di schermo, dai desktop ai dispositivi mobili, devi lavorare su:
  • Framework CSS come Bootstrap o Foundation, che, nello sviluppo, offrono griglie flessibili e componenti predefiniti che si adattano automaticamente alla dimensione dello schermo.
  • Media Queries nel CSS, per modificare lo stile del sito in base alle caratteristiche del dispositivo, come la larghezza dello schermo, l'orientamento e la risoluzione.
  • Fluid Layouts: scegliere unità flessibili (percentuali o relative) invece di unità fisse (pixel) ti aiuta a definire meglio le dimensioni degli elementi della pagina.
Per migliorare la velocità del sito, cruciale per l'esperienza utente e per il ranking nei risultati di ricerca di Google, le strategie migliori fanno riferimento a:
  • ottimizzazione delle immagini, prediligendo formati “moderni” come WebP - che consente di comprimere le immagini senza perdita di qualità - e implementando il lazy loading per caricare le immagini solo quando sono visibili nella finestra del browser;
  • ridurre le dimensioni di file CSS, JavaScript e HTML rimuovendo spazi bianchi, commenti e caratteri non necessari;
  • utilizzare la cache del browser per memorizzare temporaneamente risorse statiche, riducendo il tempo di caricamento per i visitatori di ritorno;
  • distribuire i contenuti del sito su un Content Delivery Network, per ridurre la latenza e migliorare i tempi di risposta per gli utenti in diverse regioni geografiche.
Per ottimizzare la user experience (UX) - un fattore cruciale per mantenere gli utenti coinvolti - ci sono alcune pratiche fondamentali da seguire:
  • Menu di navigazione facile da usare anche su dispositivi mobili. Prova a considerare l'uso di menu a scomparsa (hamburger menu) per risparmiare spazio sullo schermo.
  • Dimensioni di font adeguate e un contrasto sufficiente tra il testo e lo sfondo, per facilitare la lettura su schermi piccoli.
  • Pulsanti e link facilmente cliccabili, con spaziatura sufficiente tra gli elementi interattivi per evitare clic errati.



Sito web su smartphone: monitora sempre le prestazioni!
Ricorda sempre che l'ottimizzazione dei siti web per i dispositivi mobile è un processo continuo che deve essere costantemente migliorato. Per questo motivo, è necessario monitorare regolarmente le prestazioni del sito e aggiornare i contenuti e il design in base alle nuove linee guida e tecnologie emergenti. Da questo punto di vista è indispensabile avere una buona conoscenza di strumenti come Google Analytics, che ti consentono di raccogliere dati sul flusso di comportamento degli utenti e identificare eventuali ostacoli nella navigazione e le diverse aree di miglioramento. In quest’ottica, infatti, il Bounce Rate (frequenza di rimbalzo) può indicarti problemi di usabilità e tempi di caricamento troppo lunghi. Dal punto di vista della velocità puoi monitorare i tempi di caricamento e a identificare le pagine più lente che necessitano di ottimizzazione.

Su Google Analytics, puoi individuare, inoltre, metriche come il volume del traffico proveniente dai dispositivi mobile, con informazioni tecniche come sistema operativo e browser utilizzati, ottenendo una visione dettagliata delle preferenze degli utenti mobili; allo stesso tempo, puoi monitorare le variazioni nel traffico mobile nel tempo aiuta a identificare picchi stagionali o problemi di accessibilità che potrebbero richiedere interventi specifici. Ora sai dove puoi intervenire!

In ottica marketing, invece, con Google Analytics, puoi verificare quanto la versione mobile del sito sia efficace in termini di conversione dei visitatori in clienti o lead, ma anche valutare il ROI delle campagne specifiche per dispositivi mobili, al fine di ottimizzare la spesa pubblicitaria.

Google Analytics può essere integrato con strumenti di A/B testing per sperimentare e ottimizzare continuamente l'esperienza utente mobile. Questo consente di testare diverse varianti di pagine o elementi del sito per determinare quali configurazioni producono i migliori risultati.
  • Test delle variazioni di layout: Sperimentare con diverse disposizioni di layout per vedere quale offre una migliore esperienza utente su mobile.
  • Ottimizzazione dei CTA (Call to Action): Testare diverse formulazioni e posizionamenti dei pulsanti di invito all'azione per massimizzare le conversioni mobili.
In definitiva, la decisione di Google di non indicizzare più i siti non ottimizzati per il mobile a partire dal 5 luglio 2024 sottolinea l'importanza crescente della connessione “in mobilità” e della navigazione da tutti i device. Per rimanere competitivi e rilevanti, i proprietari di siti web devono per forza di cose adattarsi a questa nuova realtà e “abbracciare” un approccio mobile-first, tanto più che è prevedibile che anche altre piattaforme e motori di ricerca seguiranno l'esempio di Google, rendendo la compatibilità mobile un requisito standard generale per la presenza online.

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