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25 febbraio 2023

Google e contenuti AI: nessuna penalizzazione, conta la qualità

Alex Baldarelli

Scritto daAlex Baldarelli

Tempo stimato per la lettura8 minuti

Avevamo parlato circa un anno fa della posizione di Google sui contenuti generati dell’intelligenza artificiale, passibili di penalizzazione nei risultati di ricerca. In queste ultime settimane, c’è stato un dietrofront del colosso di Mountain View, destinato ad avere ripercussioni sul lavoro di tantissime figure che operano con i contenuti digitali e con le strategie di posizionamento. Ma soprattutto sono previsti potenziali cambiamenti in SERP ed è necessario muoversi e agire di conseguenza.
Google si è quindi espresso: “Nessuna penalizzazione per i contenuti AI, ciò che conta è la qualità”. Non solo, proprio Big G ha introdotto delle novità, implementando l’intelligenza artificiale in alcuni strumenti di sua proprietà e rispondendo a Microsoft e all’ormai stranoto ChatGPT.
Scopriamo insieme la posizione di Google in quest’articolo e le migliori strategie per sfruttare l’intelligenza artificiale a proprio vantaggio.

Google e Intelligenza Artificiale: la nuova posizione
Ad aprile dello scorso anno, John Muller - Webmaster Trends Analyst di Google – aveva definito, senza mezze misure, i contenuti generati dai AI come un "tentativo inequivocabile di manipolare il ranking", scontrandosi quindi con l’obiettivo ultimo del motore di ricerca di “aiutare” gli utenti a trovare le informazioni che cercano: una vera e propria violazione delle linee guida per i webmaster.
Invece, sembra essere tornata di moda la visione precedente all’ultima presa di posizione, contraria ai contenuti generati con l’intelligenza artificiale: ciò che conta, fa sapere Google di recente, è la qualità, a prescindere da chi (o quale strumento) abbia generato il contenuto. Ed è proprio questo il leit motiv che risuona in questo periodo.

L’algoritmo, insomma, continuerà a premiare contenuti utili per gli utenti, anche se scritti da un sistema automatico. Chiaramente, restano penalizzati i contenuti realizzati con il solo scopo di scalare il ranking, senza portare alcun valore aggiunto alla community del web. In questo caso, verranno considerati spam, sia che siano prodotti da un utente umano, che siano stati restituiti da uno strumento di AI.
Tutto sta, quindi, nella responsabilità - tanto invocata da Google - di chi scrive il testo. Una responsabilità richiamata da Big G anche nel far sapere all’utente che un contenuto è stato realizzato con l’intelligenza artificiale. “Indichiamolo con una nota” – fanno sapere da Mountain View. Vediamo se e quanti seguiranno il consiglio di Google. Per il bene dell’utente e dei suoi intenti di ricerca.

Contenuti generati con AI: cosa devi sapere
Ora che conosci la posizione di Google sui contenuti generati con l’intelligenza artificiale, è il momento di scoprire quali sono i principi che devi considerare quando scriverai un contenuto AI.

Innanzitutto, come ben saprai, i contenuti devono essere originali, pertanto, anche se generati da un sistema automatico, sarebbe sempre bene apportare un tuo contributo, prima della pubblicazione. In questo modo, potrai scongiurare il rischio di testi ritenuti troppo simili tra loro, dal motore di ricerca. È proprio Google, tra le righe, a sottolineare il fatto di non abusare con l’intelligenza artificiale. Non deve mai sostituire il lavoro umano, essere un semplice supporto: solo con questo mantra si può avere la garanzia che i contenuti siano incentrati sulle persone.
Da questo punto di vista, non dimenticarti che la ricerca vocale è diventata oggi sempre più utilizzata: prova a inserire qualche keyword conversazionale a coda lunga, che potrebbe fare la differenza in termini di posizionamento. E lavora sempre sulla leggibilità, un elemento che solo l’essere umano può valutare correttamente.

Inoltre, ricordati sempre che ogni articolo o contenuto multimediale deve rispettare quattro fattori ben precisi, per essere considerato contenuto di qualità: esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità. Sia che siano realizzati dall’uomo o dall’intelligenza artificiale, Google farà emergere sempre informazioni di alta qualità, provenienti da fonti affidabili, soprattutto quando si parla di temi sanitari, sociali o finanziari. È proprio l’affidabilità l’elemento ritenuto più importante e prioritario da Google, fermo restando il rispetto delle norme relative ai contenuti.

Una valutazione che non è solo automatica e realizzata dall’intelligenza artificiale, ma anche da persone umane, in grado, chiaramente, di influenzare il giudizio sulla qualità di un testo e di conseguenza i risultati di Google. Ricordi i quality raters? Ne abbiamo già parlato: dai un’occhiata qui!

Abbiamo accennato, in precedenza al consiglio di Big G di indicare con una nota l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, quando si scrive un articolo. A testimonianza del fatto che Google non considera l’AI sostitutiva dell’uomo, sconsiglia di indicare come autore del contenuto la stessa intelligenza artificiale: “Non il modo migliore per seguire la raccomandazione di Google” – suggeriscono da Mountain View.

Ma Google ha voluto poi anche mostrare degli esempi di contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale, diventati utili per gli utenti:
  • risultati sportivi: consentono agli appassionati di seguire le partite, leggendo commenti generati dall’AI, sfruttando i dati disponibili online;
  • previsioni meteorologiche: utilizzando dati attuali e storici, si possono ottenere proiezioni automatiche relative alla temperatura climatica
  • trascrizioni: servizi di speech-to-text, per ottenere la trascrizione di un audio o di un video.


Google e intelligenza artificiale: Lens e Multisearch con nuove funzionalità

Oltre alla presa di posizione sui contenuti (vedremo quanto definitiva), Google ha introdotto altre funzionalità di intelligenza artificiale sui propri strumenti, migliorando notevolmente l’esperienza dell’utente e l’integrazione con altre applicazioni.

In primis, è da evidenziare l’aggiornamento di Google Lens che permetterà agli utenti di ricercare anche da dispositivi mobile. Google fa sapere che il motore di ricerca e i suoi strumenti collegati sono in grado di comprendere testo, immagini, video e scatti dal mondo reale. Nello specifico, con Google Lens puoi cercare informazioni su ciò che ti circonda, sfruttando la fotocamera o semplicemente un’immagine.

Con il nuovo aggiornamento, gli utenti potranno inquadrare qualcosa e lanciare una ricerca sul web e nelle app utilizzate senza dover uscire dall’app stessa. Insomma, un notevole passo in avanti per quanto riguarda l’integrazione di questo strumento con le app più diffuse e utilizzate dagli utenti. Tutto con il prezioso aiuto dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, Google ha pensato a un perfezionamento della Multisearch, che consente all’utente di effettuare ricerche utilizzando immagini e testo in contemporanea, ottimizzando la sua ricerca e rendendola ancora più comprensibile al motore, in termini di intento e bisogno. Ad esempio, si può effettuare una ricerca a partire dalla foto di un maglione rosso, ma che noi vorremmo nero: ecco che basta inserire la foto e aggiungere il testo “nero”. A questo Google aggiunge la possibilità per l’utente di effettuare ricerche locali a partire da una foto, aggiungendo a essa “vicino a me”. Sul blog di Google trovi esempi pratici delle nuove funzionalità di intelligenza artificiale che verranno presto introdotte.


Google contro ChatGPT: annunciato Bard
È notizia di questi ultimi giorni la risposta di Google a ChatGPT: si chiama Bard ed è il sistema di intelligenza artificiale di Big G. Lo ha annunciato proprio Sundar Pichai, il CEO dell’azienda, definendolo un servizio ancora sperimentale basato su AI con la capacità di dialogare con gli utenti e rispondere alle loro richieste. Al momento Bard è disponibile solo in una versione limitata a un numero predefinito di utenti, ma nelle prossime settimane potrebbe essere aperto al pubblico.

Uno strumento che verrà integrato nel motore di ricerca e che è in grado di trovare informazioni in tempo reale sul web, per poi restituirle, aggiornate, agli utenti.
ChatGPT - che probabilmente sarà integrato presto in Bing - sfrutta un database fermo al 2021; al contrario, Bard si avvale di dati sempre nuovi e verificati a partire dai feedback degli utenti stessi e con processi di verifica interna.

Insomma, Bard sembra addirittura meglio di ChatGPT in termini di potenzialità. Sembra, appunto. Perché il lancio di Bard è stato un autentico flop. Interrogato sulle scoperte astronomiche, Bard ha fallito miseramente, riportando un’informazione errata. Un errore che è costato a Google un crollo delle azioni del 9%. Ora i developers di Mountain View sono già al lavoro per addestrare meglio lo strumento, con risposte nette e fattuali, ricorrendo a degli esempi, per consentirgli di immagazzinare nuovi dati nel migliore dei modi. Non solo, è stato suggerito loro, con linee guida ben definite, di rivolgersi a Bard con risposte in prima persona, tono educato ma anche informale.

Articoli interessanti, per gli utenti
In conclusione, la posizione di Google nei confronti dei motori di ricerca non è assolutamente una delegittimazione dell’importanza del contributo “umano” nei contenuti che vengono pubblicati online e nell’interazione con il motore di ricerca. Per Google, l’intelligenza artificiale è un mondo con infinite possibilità che faciliteranno il dialogo con gli utenti, affinché ottengano sempre più velocemente e in maniera completa ciò che cercano sul web. Come sottolineato da Big G, l’uso appropriato dell’AI non è assolutamente contrario alle linee guida; l’uso inappropriato verrà combattuto, come sempre.

Nessuna rivoluzione è prevista, ma solo un’evoluzione a vantaggio degli utenti, che siano semplici fruitori o creatore di contenuti. Che si avvalgano di intelligenza artificiale o meno.
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