Page Experience, come funziona il report in Google Search Console

Page Experience, come funziona il report in Google Search Console

Google cambia ancora. Dall’annuncio avvenuto lo scorso anno, fino alla completa applicazione il prossimo agosto, la Page Experience diventerà a tutti gli effetti un fattore determinante in ottica posizionamento. Un aggiornamento che prende in considerazione diversi parametri sulla user experience fornita dal sito. Fino ad agosto, Google potrà anche monitorare l’impatto del Page Experience update per valutare eventuali problematiche impreviste. L’obiettivo del motore di ricerca è quello di spingere i siti web a garantire un’esperienza di navigazione sempre di altissimo livello agli utenti, con risultati di ricerca sempre pertinenti. La Page experience resta comunque solo uno dei diversi fattori che Google prende in considerazione per classificare le pagine web. La priorità riguarderà sempre la qualità dei contenuti, di conseguenza anche se alcuni aspetti della Page Experience non saranno eccellenti, il fattore più importante resta quello legato alle informazioni complessive. Chiaramente, a parità di contenuti, l’esperienza della pagina sarà fondamentale per il ranking. Dal momento in cui l’aggiornamento verrà implementato, in SERP apparirà anche un indicatore visivo che segnala all’utente le pagine con un ottimo livello di Page Experience. Inoltre, tutti i siti potranno apparire nella feature Top Series da mobile, decadendo il prerequisito dell’uso di AMP. In sostanza, Google continua a spingere verso un’ottica user centered, dove l’utente e la sua esperienza diventano fattori indispensabili per posizionarsi.

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Page Experience, il report di Google Search Console

In attesa dell’effettiva implementazione del Page Experience Update, Google ha introdotto sulla Search Console una sezione che mostrerà la nuova modalità in cui il motore di ricerca valuterà l’esperienza dell’utente. È già stato rilasciato il report per la Google Search Console, uno strumento che valuta le pagine web sulla base dei nuovi parametri che verranno introdotti con l’aggiornamento. Google assegnerà un bollino rosso ai siti internet che non rispettano i parametri con cui il motore di ricerca valuta la user experience, tra cui i Core Web Vitals. In particolare la velocità di caricamento viene misurata prendendo come valore ideale 2,5 secondi o più veloce; l’interattività della pagina, misurata sull’intervallo di tempo da quando un utente clicca sul link presente tra i risultati di ricerca a quando il browser inizia ad elaborare la richiesta. che deve avvenire in meno di 100 millisecondi; la stabilità visiva, in gergo “Cumulative Layout Shift”, che misura la somma complessiva di tutti i punteggi dei singoli spostamenti di layout per ogni singolo spostamento imprevisto di layout stesso, che si manifesta per tutta la durata della pagina. Un punteggio basso di CLS significa che gli utenti trovano gradevole la navigazione della pagina che stanno visitando. Il valore ideale del CLS è di 0,1. In sostanza, è importante che non vi siano movimenti imprevisti durante la visualizzazione del contenuto. Google ha già fatto sapere che il numero di questi parametri potrebbe essere incrementato, introducendo nuovi fattori di primaria importanza per la Page Experience, nuovi criteri che dipenderanno anche e soprattutto da quelli utilizzati dall’utente nella valutazione.

Il report servirà ai webmaster per prendere i giusti provvedimenti in vista dell’aggiornamento e garantire così agli utenti un elevato livello di user experience. Esso mostra un rapido riassunto della user experience dei visitatori del sito. Il report prende in considerazione cinque parametri che contribuiscono all’alto livello dell'esperienza dell'utente, tenendo conto di fattori che puntano all’ottimizzazione di una pagina web nella visita da dispositivi mobile. Innanzitutto è importante ricordare che Google effettua una valutazione sui singoli URL del sito. Le prestazioni sono valutate secondo 3 parametri: buono, miglioramenti necessari, fallito. Viene mostrato un grafico con:
  • URL validi, ovvero la percentuale di URL per dispositivi mobile con stato “Buono” nell’ultima misurazione. Esso quindi è considerato valido, secondo gli indicatori di Web Vitals e di mobile usability;
  • valori giornalieri grafico, ovvero la percentuale di URL considerati aventi il livello “Buono” in un determinato giorno;
  • impression totali di URL validi: il numero di impression generate da URL validi nel periodo di tempo mostrato dal grafico.
Page Experience, fattori di posizionamento

Google utilizza cinque parametri per valutare la qualità della user experience.
  • Core Web Vitals. Il report indicherà se esiste un problema nei tre fattori più importanti per l’esperienza dell’utente su quella pagina. Se il problema riguarda il caricamento, Google mette a disposizione lo strumento PageSpeed Insights, che fornisce una serie di indicazioni per velocizzare sensibilmente il caricamento della pagina;
  • navigazione sicura: i problemi di cybersecurity del sito fanno sì che non tutti gli URL vengano contrassegnati con l’etichetta “Buono” nel report. Non devono, pertanto, esistere falle nella sicurezza che lasciano il sito vulnerabile ai malware;
  • utilizzo dell’HTTPS: per una connessione sicura è necessario che il sito utilizzi il protocollo HTTPS. Il report presente in Google Search Console non considera gli HTTPS per i singoli URL ma per l’intero sito. Non vengono ancora mostrati i dettagli relativi al confronto tra HTTP e HTTPS, tuttavia vengono proposti dei suggerimenti su come trovare facilmente le pagine HTTP e soprattutto come implementare l’HTTPS sul sito. È dal 2016 che Google ha invitato i webmaster ad adottare la tecnologia di crittografia SSL o TLS per mettere al sicuro le connessioni, tuttavia si trovano ancora oggi siti posizionati che ne sono sprovvisti. Google indica due modalità per individuare gli URL sul sito che utilizzano il protocollo non sicuro HTTP: il primo è quello di sfruttare il report sul rendimento per la Ricerca per visualizzare i primi 1000 URL HTTP; l’alternativa, nel caso in cui non si riuscisse a creare una proprietà Dominio è quello di creare una proprietà per il prefisso URL per il tuo indirizzo HTTP e visualizzare fino a 1000 URL HTTP;
  • usabilità sul smartphone e tablet. Google considera importantissimo che ciascuna pagina sia ottimizzata e ben visualizzabile su dispositivi mobili. Già dal febbraio 2015 è diventato un vero e proprio fattore di ranking. Esiste uno strumento utilissimo per testare se il tuo sito è ottimizzato per smartphone e tablet: il test di ottimizzazione mobile di Google;
  • intrusive interstitials, ovvero tutti gli elementi di disturbo come pop-up, banner e tutto ciò che può ridurre la normale navigazione dell’utente sul sito, soprattutto per quanto riguarda la fruizione da dispositivo mobile. Dal 2017 Google penalizza i siti web che abusano di questi strumenti pubblicitari. L’utente, in sostanza, deve riuscire ad accedere alle informazioni senza problemi e senza troppe finestre che si aprono prima del caricamento dei contenuti. La pubblicità, infatti, non deve mai ostacolare o addirittura compromettere la user experience.
Page Experience Update: cosa cambia per le AMP

L’aggiornamento Page Experience avrà diversi effetti nella visualizzazione dei risultati di ricerca. Innanzitutto ci sarà un cambiamento dei criteri di idoneità con cui Google seleziona le pagine nelle notizie in evidenza nelle SERP. La Page Experience diventa uno dei criteri, ma non cambia praticamente nulla per le pagine AMP. Questa tecnologia funziona già alla grande per la user experience, infatti è stata creata proprio per migliorare questi parametri e soddisfare questi criteri.

Page Experience Report: strumenti alternativi

Oltre al report di Google Search Console, per prepararsi al meglio all’aggiornamento dell’algoritmo esistono anche degli strumenti alternativi, la maggioranza messi a disposizione dallo stesso motore di ricerca. Uno di questi è l’estensione di Chrome “Web Vitals Extension” che consente di tenere sempre sotto controllo i Core Web Vitals, i segnali vitali del web. Un altro è “Chrome DevTools”, un insieme di strumenti per sviluppatori già presenti in Chrome, che indica i problemi maggiori di un sito e a risolverli. Per quanto concerne, invece, la velocità di caricamento è sempre valido il tool Page Speed Insights, che assegna a diversi parametri considerati importanti per questo criterio un punteggio tra 0 e 100, con una valutazione separata tra desktop e mobile. L’ultimo, ma non meno rilevante, è Lighthouse, con il quale verificare le prestazioni e i livelli SEO. È presente anche in versione estensione Chrome. Lighthouse è particolarmente utile perché fornisce anche dei suggerimenti di base a livello SEO, come la presenza di tag tile e meta description, l’ottimizzazione canonical e hreflang, l’aggiunta di link con testi descrittivi. Un altro fattore che Lighthouse tiene in considerazione è l’accessibilità, tutto ciò che serve per poter accogliere anche lettori con difficoltà visive e uditive. Sotto questo punto di vista viene verificato, ad esempio, il contrasto tra i colori e la presenza del tag alt immagine e altri indicatori determinanti.

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Alex Baldarelli

1991. A colazione mangio scrittura e frutta di stagione.

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