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Piazza Buccari 30/a, 37141 Verona

Scritto in data
lunedì 29 giugno 2020
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5 minuti
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Avete mai sentito parlare di dati strutturati? Un concetto apparentemente complicato ma che, in realtà, è molto semplice. Data l'importanza che il loro utilizzo, poi, comporta, sapere come approcciarli è fondamentale per tutti i webmaster. Passiamo in rassegna l'argomento e addentriamoci nel mondo dei cosiddetti Schema Markups.

Chi lavora in ambito SEO avrà già sentito parlare di dati strutturati e saprà anche molto bene di cosa si tratta. Se, però, vi state avvicinando adesso a questo affascinante mondo e questa è una delle prime volte in cui vi imbattete in questo termine, siete nel posto giusto per saperne qualcosa in più. Parleremo, infatti, di cosa siano esattamente questi dati strutturati, di quali siano le motivazioni per le quali è bene inserirli all'interno del nostro sito web e del perché il loro utilizzo è utile per l'ottimizzazione SEO. Andiamo con ordine.

Cosa sono i dati strutturati

Per dati strutturati, detti anche structured data (termine inglese che molto spesso, comunque, viene utilizzato anche da noi), si intendono particolari meta informazioni che vengono inseriti a mano nei codici HTML delle pagine. Lo scopo è quello di dare qualche dato aggiuntivo sui vari portali e su ogni pagina al fine di permettere al motore di ricerca semantico di riuscire a classificarne in maniera più efficace i contenuti. Si tratta di formati standard che consentono a Google e ad altri motori di ricerca in generale una navigazione migliore sui siti, comprendendo bene la relazione che intercorre tra le pagine e ottenendo ogni tipo di informazione che possa aiutare a valutarlo nella maniera migliore.

I dati strutturati vengono anche chiamati schema markups e servono, dunque, a facilitare i motori di ricerca nell'indicizzazione, organizzazione e visualizzazione dei contenuti delle varie pagine internet. Se questi dati non esistessero, ogni motore di ricerca dovrebbe lavorare molto di più su ogni singolo dato per comprenderne il significato e la motivazione per cui è stato collocato in quella pagina. Se, ad esempio, cerchiamo un albergo, potremo visualizzarne alcune informazioni principali quali possono essere i prezzi, i punteggi basati sulle recensioni ricevute, l'orario di check in e così via. Proprio questi sono gli output dei cosiddetti schema markup.

Mediante l'utilizzo dei dati strutturati all'interno di un sito internet, riusciamo a facilitare il compito dei motori di ricerca e a restituire agli utenti risultati quanto più pertinenti possibili alla query desiderata. Grazie a questi elementi, Google e gli altri motori di ricerca interpretano le tipologie di documenti e delle pagine internet senza che vi siano fraintendimenti. Ciò significa che mediante i dati strutturati possiamo far comprendere immediatamente a Google di cosa ci stiamo occupando con il nostro sito

Come si presentano i dati strutturati

Se i dati strutturati si chiamano così il motivo è abbastanza semplice. Tutto parte, infatti, dalla maniera in cui le informazioni contenute al loro interno vengono organizzate e, quindi, mostrate. Per farlo viene utilizzato uno schema definito, quello che è noto come schema.org che, ormai da 9 anni viene utilizzato dai motori di ricerca per la definizione di ogni entità e della relazione che intercorre tra esse provvedendo alla trasformazione di ogni contenuto in dato. Per dirla in parole povere, nel momento in cui inseriamo nella maniera corretta ognuno di questi meta-data, ovviamente nel pieno rispetto della sintassi, Google riesce a comprendere i significati di ogni singola informazione, e dopo averla analizzata, riesce a fornire ad ogni utente il risultato migliore e più pertinente alla ricerca effettuata.

Abbiamo parlato di schema.org, ma di cosa si tratta in particolare? Vale la pena fare chiarezza in merito. Schema.org (spesso detto anche semplicemente Schema) è un concetto che possiamo assimilare a quello dei vocabolari e che contiene al suo interno i markups (o dati strutturati, per l'appunto) e che riesce a definire esattamente quelle che sono le varie entità, l'azione e la relazione su internet (in riferimento, ad esempio, ad una pagina internet, al settore della posta elettronica e via discorrendo). Per comprendere meglio il concetto, possiamo fare un esempio pratico. Supponiamo di avere a che fare, ad esempio, con il mondo dei viaggi. Ebbene, Schema riesce a provvedere all'annotazione delle date di partenza, delle date di arrivo e delle descrizioni di ogni singola offerta. Se da un lato, quindi, Big G è impegnato per la costruzione di un web quanto più semantico possibile, i dati strutturati sono alleati sempre più irrinunciabili per comunicare su internet in maniera davvero efficace.

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A cosa servono i dati strutturati

Detto questo, è lecito chiederci a cosa servono, per la precisione, i dati strutturati. In base a quanto abbiamo detto fino a questo momento, abbiamo appreso che questi vengono utilizzati dai vari motori di ricerca principalmente con tre obiettivi:

  1. riconoscimento di ogni entità presente all'interno delle varie pagine internet;
  2. comprensione della relazione che intercorre tra le varie entity;
  3. restituzione agli utenti delle risposte più pertinenti alle query desiderate.

Sono diversi i siti che, ancora in questo momento, non si servono dei dati strutturati andando ad offrire ai motori di ricerca ogni tipo di dato reperito da database, formattato in HTML e, il più delle volte, difficile da comprendere ed interpretare per i crawler. Se, al contrario, utilizzassero tutti i dati strutturati questo problema non avrebbe motivo di esistere e, a trarne giovamento, sarebbero anche e soprattutto i risultati in SERP.

Come vengono inseriti i dati strutturati in un sito

Data l'importanza, che vedremo a breve, dei dati strutturati, Google facilita non poco i webmaster che vogliono inserire questi elementi all'interno del proprio sito internet. Sono disponibili, infatti, dei dati strutturati che possono essere direttamente copiati, personalizzati ed incollati all'interno delle pagine dei siti internet. Pure su Schema.org sono disponibili vari esempi che possono essere prelevati e, quindi, utilizzati. Ma non finisce qui!

I dati strutturati si possono aggiungere alle pagine del nostro sito anche andando a taggarli all'interno delle pagine mediante l'evidenziatore di dati previsto da Big G. Al momento sono 9 le categorie tra cui scegliere e benché possano apparire poche non è difficile trovare quella più appropriata;

  • articoli
  • eventi
  • attività commerciali di tipo locale
  • film
  • prodotti
  • ristoranti
  • applicazioni software
  • puntate televisive
  • libri.
Anche la Search Console, adesso, ci viene incontro nell'inserimento dei dati strutturati corretti per il nostro sito internet. All'interno di questa sezione troveremo ogni dato strutturato rilevato in base al nostro sito e ci verrà segnalata anche l'eventuale presenza di errori che potrebbero influenzare in maniera negativa le visualizzazioni dei rich snippet o di qualunque altra funzione e che, quindi, è opportuno andare a correggere.

Diversamente, i procedimenti di inserimento possono risultare anche abbastanza lunghi ma i risultati che si ottengono valgono sicuramente la pena. Dipenderà tutto, essenzialmente, dai sitemi che utilizziamo per la gestione del nostro portale e dai livelli di controllo che desideriamo avere durante tutto il procedimento.

Implementazione dei dati strutturati su Wordpress

Se facciamo parte di tutti i webmaster che si avvalgono di WordPress per la gestione dei propri siti, non avremo particolare difficoltà nell'inserimento dei dati strutturati. WordPress, infatti, prevede diverse tipologie di plugin da poter utilizzare allo scopo. Tra i più completi e semplici da utilizzare si colloca, sicuramente, Schema App Structured Data. Utilizzandolo, assisteremo ad una generazione praticamente automatica dei dati strutturati per il nostro sito che, poi, potremo andare anche a modificare a mano qualora lo desideriamo. Normalmente, comunque, non è nemmeno necessario modificare alcunché dal momento che il plugin va ad aggiungere i migliori schema markups per i nostri siti internet.

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Tipologie di dati strutturati

I dati strutturati sono disponibili in varie tipologie di formato. Stiamo parlando, in particolare, di tre formati che sono il JSON-LD, l'RDFa e i Microdati. Vediamoli nel dettaglio andando ad analizzare ognuno singolarmente.

  • Il JSON-LD sta per JavaScript Object Notation for Linked Data è certamente il formato che Google consiglia maggiormente e che, di conseguenza, viene più utilizzato dai webmaster che intendono utilizzare i dati strutturati. Per procedere con le strutturazioni, in questo caso, si utilizza, come si evince dal nome stesso, il codice JavaScript nella parte iniziale delle pagine in totale indipendenza dai contenuti realmente presenti.
  • I Microdati vengono inseriti in maniera diretta nei codici HTML e vengono utilizzati, in maniera prevalente, per la modifica dei dati strutturati dentro i contenuti HTML. Ogni attributo di tag HTML viene utilizzato per l'assegnazione di nomi alle varie proprietà che desideriamo utilizzare come dato strutturato.
  • L'RDFa è, nuovamente, un acronimo che stavolta sta per Resource Descriptive Framework in Attributes. Si tratta di tipi di codici che possono essere aggiunti ad ogni HTML, XHTML e documento XML. Anche in questo caso viene utilizzato l'attributo di tag HTML come abbiamo appena visto per i microdati.
Qual è l'importanza dei dati strutturati

A questo punto dovrebbe essere abbastanza chiaro che i dati strutturati sono molto importanti per tutti i siti internet e lo sono, di conseguenza, per tutti i webmaster. Ed ecco spiegato, in poche parole, il motivo per cui sono davvero importanti.

Per farlo serviamoci di un esempio pratico considerando un sito internet generico di un'azienda e considerando quella che è la sezione "Contatti" dove possiamo trovare ogni informazione utile per entrare in contatto con l'azienda in questione. Se andiamo ad inserire queste informazioni nella parte più bassa delle pagine, avremo soddisfatto le aspettative di ogni utente. Se, però, i clienti o potenziali tali non faranno fatica ad individuare queste informazioni, non possiamo dire lo stesso per Google e, in generale, per i motori di ricerca.

Questi, infatti, dovranno lavorare un bel po' per riuscire a comprendere cosa significhino, davvero, i dati che abbiamo inserito.

Però, nel caso in cui ci dovessimo avvalere dei dati strutturati sarà possibile procedere con l'indicazione ai motori di ricerca che le informazioni di contatto sono, effettivamente, informazioni utili per contattare l'azienda senza che si tratti, invece, di dati inseriti casualmente e sui quali dovrebbero, invece, indagare ulteriormente.

In pratica, così facendo, stiamo dando una mano ai motori di ricerca nell'analisi dei contenuti delle nostre pagine in maniera semplicissima e questo si traduce anche in vantaggi sotto il profilo SEO e in termini di posizionamento.

Concludendo..

Se nel momento stesso in cui avete iniziato a leggere questo articolo avevate le idee confuse sui dati strutturati e su tutto ciò che ad essi è connesso, speriamo con questo pezzo di aver chiarito ogni dubbio. In fin dei conti, a ben guardare, è tutto molto più facile di quanto appare a prima vista senza dimenticare, comunque, che come per tante altre cose, fare pratica è importante. Cosa ne dite, quindi, di iniziare ad inserire i vostri dati strutturati nel vostro sito?

Per qualsiasi altra informazione in merito non esitate a contattarci

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