Cannibalizzazione delle keyword: come riconoscerla ed eliminarla

Cannibalizzazione delle keyword: come riconoscerla ed eliminarla

La cannibalizzazione delle parole chiave: di cosa si tratta
La cannibalizzazione delle parole chiave avviene quando due o più contenuti all’interno di un sito o blog presentano la stessa keyword su cui vengono poi ottimizzati. Il concetto rimane corretto ma, allo stesso tempo, bisogna differenziare il tipo di contenuto. Non è completamente sbagliato inserire due contenuti differenti che però presentano la stessa parola chiave. O meglio, non è un errore se i due contenuti vengono scritti con intenzioni differenti. Può capitare che un argomento richieda o comunque presenti necessità diverse. Da una parte il tema può essere presentato e ciò permetterebbe al fruitore di informarsi su questo, mentre il secondo potrebbe riportare una call to action, una chiamata all’azione da parte del potenziale cliente. Per questo potrebbe risultare necessario un doppio contenuto. Una scelta che rimane del proprietario.

Che cosa accade in caso di cannibalizzazione delle keyword
Si rilascia la scelta al motore di ricerca di prediligere o meno un contenuto. In caso di nuova pubblicazione, senza revisionare contenuti pubblicati in precedenza con la stessa keyword, Google potrebbe prediligere una vecchio contenuto, andando così a posizionarlo meglio rispetto a quello nuovo e aggiornato.
Altra possibilità, quella di alternare i due contenuti, posizionando ad intervalli uno o l’altro contenuto. Entrambi gli scenari però causeranno un danno all’intero sito web. Questo accade perché il motore di ricerca, non avendo direttive, non sa quale contenuto prediligere rispetto all’altro, decidendo così di scambiarli o sceglierne, in modo casuale, solo uno. Magari quello che ritiene più pertinente ma che potrebbe non corrispondere alla vostra scelta.
Infatti, se si nota una modifica di posizionamento del proprio contenuto, potrebbe essere un chiaro segnale di cannibalizzazione di una parola chiave. In questo caso, è bene controllare e revisionare i propri contenuti.

Come si cade in una cannibalizzazione
Compreso il significato di cannibalizzazione, il vero dilemma diventa capire come si è caduti in questo errore. Le strade principali sono prettamente due. La prima è riscontrabile all’interno di un e-commerce. Come detto prima, quando si ha una pagina interamente dedicata alle informazioni e un’altra inerente all’acquisto. La seconda è riferita a contenuti con lo stesso intento. Articoli che riportano aggiornamenti di un determinato argomento, evoluzioni di questo. La creazione di più contenuti sullo stesso tema danneggiano l’intero sito, andando così a gareggiare tra loro per il posizionamento all’interno della SERP.

Cannibalizzazione e i danni in ottica SEO
Come ripetuto, la cannibalizzazione delle parole chiave causa un negativo posizionamento dei propri contenuti ma anche una diminuzione del traffico sul proprio sito. In aggiunta, una cattiva gestione dei propri contenuti, comporta a livello di motore di ricerca, una diminuzione del proprio valore. Una negativa gestione delle parole chiave utilizzate rischiano di mandare il messaggio di una bassa qualità dei propri contenuti. È come se si dichiarasse di aver peggiorato la propria qualità, causando ulteriormente una diminuzione di traffico e di posizionamento.

Il sito web risulterà per Google meno credibile, rivalutandone così l’ottimizzazione. Peggiorerà la Page Authority, una ottimizzazione peggiore porta meno traffico e, di conseguenza, minori conversioni, specialmente in caso di e-commerce.
Lavorare su contenuti duplicati che riportano gli stessi temi e parole chiave, andranno a influire negativamente anche sugli anchor text, non più in grado di analizzare il proprio lavoro e disperdendo la forza dei backlinks.




È possibile riconoscere la cannibalizzazione delle parole chiave?
Ci sono diversi modi per riconoscere la presenza di cannibalizzazione.
Il modo più basico, possibile se non si è in presenza di un elevato numero di contenuti, è riportare su un foglio excel titolo e parola chiave di tutti i contenuti, così da evidenziare la presenza o meno di doppie keyword.

Esistono però metodi più veloci, specialmente quando si tratta di numerosi contenuti.
Uno di questi è la possibilità di utilizzare dei tool online a pagamento come SEOZoom o SEMrush, che hanno creato una funzione relativa al monitoraggio delle parole chiave e relativa cannibalizzazione. Grazie a questa, infatti, risulteranno subito evidenti le keyword utilizzate. Il tool evidenzierà la presenza di cannibalizzazione, richiedendo così una modifica da parte dell’utente.
Ulteriore possibilità è Google Search Console. Anche qui, nella sezione Rendimento, ci sarà la possibilità di analizzare nella scheda “Pagine” tutti i link utilizzati per ogni parola chiave, così da scoprire eventuali contenuti doppi.
Ancora, è possibile verificare la cannibalizzazione scrivendo direttamente sul motore di ricerca la dicitura “site: *dominiotuosito.it/com/org* + *keyword*”. In questo modo, Google riporterà tutti i contenuti con quella parola chiave.

Come risolvere la cannibalizzazione delle parole chiave
Esistono diverse strategie per risolvere la cannibalizzazione delle parole chiave.
Possiamo ad esempio utilizzare la tecnica del Redirects 301, ovvero indirizzare manualmente il motore di ricerca verso il risultato migliore. Nel qual caso Google decida di posizionare al meglio un articolo meno pertinente, è possibile far notare a questo che si preferisce ottimizzare un altro contenuto. Modificando il file “ht.access” basterà indicare il contenuto a noi più congeniale.

Altra modalità è l’utilizzo del Rel Canonical, andando anche qui a far comprendere al motore di ricerca di prediligere un determinato contenuto rispetto agli altri. Questi continueranno ad esistere ma verrà meglio posizionato quello preferito. Per far ciò, si andrà a modificare l’head dell’HTML, indicando l’url del prediletto.
Anche il noindex può rivelarsi un’ulteriore soluzione. Per indirizzare il traffico su un singolo contenuto, è possibile inserire il tag “noindex” nell’HTML in tutte le pagine secondarie. In questo modo queste pagine non verranno più indirizzate ma continueranno ad esistere. La modalità del Rel Canonical è preferibile rispetto a questo poiché predilige un singolo contenuto ma non elimina dal motore di ricerca gli ulteriori contenuti. Importante però ricordarsi di non procedere con entrambe le modalità perché non compatibili fra loro.

Per evitare la cannibalizzazione, si può retrocedere modificando le parole chiave cannibalizzate. Sia manualmente che attraverso strumenti che possiedono sezioni in grado di rilasciare parole chiave correlate, è possibile sostituire quelle già utilizzate. Questo permette anche di aumentare il proprio traffico, prendendo in considerazioni keyword differenti. Questa tipologia ti permette anche di concentrarsi sulla long tail, ovvero generando traffico anche su parole chiave correlate, senza limitarsi alla keyword breve e più diretta.

Altra possibilità, se fosse possibile, se si tratta di contenuti riferiti ad un singolo argomento ma con diversi aggiornamenti, è possibile accorpare le pagine, unendole in un singolo contenuto, creando così una pagina più forte.
O ancora, nel caso ci si renda conto di non aver creato un prodotto ottimale e completo, è sempre possibile eliminare i contenuti cannibalizzati e creare una nuova pagina completa ed esaustiva.

Se posso risolverla, è possibile anche prevenirla
É possibile evitare la cannibalizzazione, partendo dal principio. Primo fra tutti, è bene ricordare le parole chiave utilizzate già in precedenza, così da non prenderle in considerazione durante la ricerca di queste per nuovi contenuti.

Un ulteriore modo è quello di pianificare la produzione di contenuti nel complesso, tenendo a mente le keyword già utilizzante e programmando le future. Utilizzando strumenti appositi, è possibile eliminare completamente la possibilità di incappare in cannibalizzazione.

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Alex Baldarelli

A colazione mangio scrittura e frutta di stagione.

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