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27 dicembre 2023

Threads, è arrivato in Italia il nuovo social di Meta: ecco come funziona

Alex Baldarelli

Scritto daAlex Baldarelli

Tempo stimato per la lettura8 minuti

Si chiama Threads ed è il nuovo social network di casa Meta - proprietaria di Facebook, Instagram e Whatsapp - che tanto somiglia a X (ex Twitter). Sbarcato in Italia da giovedì 14 dicembre, la piattaforma, completamente gratuita, è stata lanciata negli Stati Uniti lo scorso luglio, per poi diffondersi anche in Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Giappone, ottenendo in pochi giorni circa 70 milioni di utenti. Ma cos’ha di particolare e diverso questo nuovo social e vale la pena iscriversi?

Approfondiremo in questo articolo cos’è Threads, come effettuare la registrazione, come funziona e come pubblicare subito il tuo primo post. Non solo… sai cos’è il fediverso? Comincia a leggere e scoprirai quale strada stanno intraprendendo le piattaforme social e cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo.

Cos’è Threads e come iscriversi
L’arrivo di Threads in Italia ha subito destato la curiosità di tanti utenti del web, ma chiariamo subito che le dinamiche sono molto simili ad altri social network, su tutti il già citato X, quindi le innovazioni sono minime… a parte una, ma scopriamola con calma.

In sintesi, Threads è una piattaforma di microblogging, quindi non aspettarti troppi contenuti multimediali come Instagram e Tik Tok, ma piuttosto tante opinioni, riflessioni sui trends e pensieri del momento. Puoi comunque condividere anche foto e video e commentare i post degli altri utenti.

Per creare un account la procedura è semplice e immediata, puoi effettuarla sull’homepage del social network, oppure scaricando l’apposita app su Play Store per Android o App Store per iPhone.

La prima schermata ti richiede di scegliere tra l’accesso attraverso l’account Instagram, oppure usare Threads senza un profilo: in questo caso però non potrai pubblicare post e interagire con i contenuti postati da altri utenti. Insomma, è possibile effettuare una registrazione su Threads solo attraverso un account Instagram, in caso contrario ti limiterai a osservare… .

Al primo ingresso, ti verrà richiesto se vuoi iniziare a seguire le persone e le pagine che già segui su Instagram, oltre a trovare e aggiungere subito nuovi account; gli utenti che avevi bloccato su Instagram restano bloccati.

Threads prenderà in automatico tutte le informazioni del tuo profilo su Instagram, ma puoi anche cambiarle; ciò che non può essere modificato è il nome utente. Inoltre, puoi stabilire il livello di privacy del tuo profilo: scegli se usare un profilo pubblico o un profilo privato. Di default è selezionato il Profilo pubblico.

Una volta stabilito il tuo “volto” su questo nuovo social network, è giunto il momento di scoprire come si presenta il feed, come funziona e come pubblicare il tuo primo post.

Come funziona Threads e come pubblicare
Il primo impatto con il feed di Threads è tutt’altro che complicato. La piattaforma suddivide i post tra quelli “Seguiti” e quelli “Per te”, insomma puoi vedere in due sezioni distinte i contenuti delle persone che segui e quelli che il social ritiene possano interessarti, quindi anche di pagine e profili che potenzialmente non conosci. Come sugli altri social, puoi smettere di seguire un profilo, ma anche bloccarlo o segnarlo: da notare che se esegui una di queste ultime due operazioni su Instagram, gli effetti saranno gli stessi anche su Threads. Se vuoi cercare altri utenti che conosci, ti basta fare tap o clic sull’icona della lente, inserire il nome e in un attimo puoi iniziare a seguirlo.

Passiamo ai post, ossia i Threads. L’interazione con questi si presenta come una commistione tra X e Instagram, perché puoi mettere mi piace (icona del cuore) commentare (fumetto) e condividere via DM (su Instagram), come il social già di Meta, ma anche repostare come avviene con i post su X.

Per quanto riguarda i tag, puoi menzionare altri utenti e, invece che una singola parola, puoi categorizzare il post con una vera e propria frase. Al momento però si può usare soltanto un tag per post.

Il post in sé ricorda molto un twitt, non valorizzando tanto l’aspetto “visual” con immagini e video, ma, essendo una piattaforma di microblogging si presenta come una vera e propria chat pubblica: brevi messaggi di testo che diventano conversazioni tra gli utenti.

Ad oggi esiste un limite massimo di caratteri per i post, fissato a 500. Ogni post può essere modificato, ma solo entro 5 minuti dalla pubblicazione. Ti sembrano pochi 500 caratteri? Sfrutta il potenziale di foto, video (massimo 5 minuti) e link, ma soprattutto la grande novità di questo social: i file audio!

Threads eredita da Whatsapp i vocali, una novità assoluta che non è presente in nessun’altro social media e che qui hanno spopolato sin dai primi momenti del lancio. È infatti possibile creare degli audio threads di 30 secondi e commentare i posti degli altri utenti con una nota audio, che può essere trascritta.

Da sempre gli audio giocano un ruolo di amore e odio per tante persone, ma ciò che è certo che possono migliorare l'accessibilità per gli utenti con disabilità visive. Inoltre, l’audio aiuta il dialogo tra le persone e stimola una conversazione molto più realistica, perché consente di esprimere le proprie idee (che il focus di questo social) con una vera e propria intonazione, trasmettendo, oltre al messaggio, una vera e propria intonazione.

Infine, da buon social “opinion”, su Threads stanno già spopolando anche tantissimi sondaggi: vuoi sapere cosa ne pensano i tuoi follower di un determinato argomento? Lancia il sondaggio e chiediglielo!

Ora che conosci le dinamiche di questo social network, non ti resta che testarlo: crea subito un nuovo post e, perché no, prova a creare un messaggio audio facendo clic sull’icona del microfono!


Threads: perché vale la pena iscriversi, le prime controversie e gli sviluppi futuri
L’idea di una piattaforma di questo tipo in cui esprimere le proprie opinioni, discutere degli argomenti di tendenza, come era Twitter in principio, ha stuzzicato molte persone anche in Italia. Facebook e soprattutto Instagram, infatti, se non utilizzati per scopi professionali sono diventati un po’ il social dell’apparenza più che della sostanza. Avere a disposizione un’arena in cui parlare liberamente e ascoltare le opinioni (e la voce) degli altri è una novità che può e che deve essere un motivo per cui vale la pena iscriversi. Pensiamo soprattutto alla possibilità di parlare (seppur in forma pubblica) con uno dei propri idoli della musica, dello sport e dello show business attraverso le note vocali.

Dal punto di vista professionale, le aziende non hanno ancora approcciato veramente, ma chissà che col tempo possano aprirsi nuove opportunità, marketing, pubblicità.

Nonostante il lancio di Threads sia abbastanza recente, non mancano già i primi malumori. Questa totale libertà di espressione ha dato campo libero anche a post con contenuti sicuramente vietati ai minori, lesivi della dignità delle persone e incitanti all’odio. La sensazione è che manchi un vero e proprio un controllo sui post, che eviti la pubblicazione di post dal contenuto “inappropriato”. Da questo punto di vista, consigliamo sempre di nascondere e segnalare post con immagini, video e testi che ritenete possano rientrare nelle categorie sopra citate.

È la privacy quindi a destare preoccupazione sul nuovo social. Diversi utenti, infatti, lamentano la stretta connessione tra Threads e Instagram, ritrovandosi i propri post condivisi anche sull’altra piattaforma Meta.

La soluzione più immediata per “limitare i danni” arriva proprio da Instagram ed è quella di mettere il proprio profilo “privato”. Ne risentirà la popolarità, ma almeno siamo certi che i nostri post verranno resi visibili solo alle persone accettate.

Un altro rischio che si corre su Threads è quello legato alla disinformazione, soprattutto in ambito politico. La natura di “opinion social” di questa piattaforma la rende particolarmente legata al rischio di condizionare in maniera errata l’opinione pubblica. Ecco perché dai primi mesi del 2025 inizierà una puntuale attività di fact checking: in Italia si muoveranno Pagella Politica, ma anche Facta e altri. Se Threads diventerà o meno un punto di riferimento per quanto riguarda l’informazione, saranno necessari questi soggetti capaci di smascherare personaggi poco chiari che cercano di deviare le notizie.

In futuro, si prevede che Threads possa integrare al proprio interno altre piattaforme, secondo il principio dell’interoperabilità, fino ad arrivare al cosiddetto “fediverso”. E’ Adam Mosseri, a responsabile di Instagram, ad annunciarlo tramite una serie di post. Ma che cos’è questo fediverso?
La parola “fediverso” è una crasi tra federazione e universo e non è altro che un sistema di servizi che funzionano sul protocollo ActivityPub, che consente agli utenti di connettersi e comunicare con persone presenti su altri server.
Ciò che distingue il fediverso dai social network è la possibilità di comunicare con persone su diverse piattaforme. Facciamo un esempio: sarà possibile inviare un tweet su Instagram e condividere un reel su Twitter tramite TikTok.

Questa interoperabilità tra piattaforme non si limita comunque all’invio di messaggio e alla comunicazione in senso stretto, ma coinvolge anche la portabilità dei follower. I creator, infatti, possono spostarsi su diversi social e “portarsi dietro” tutti i proprio seguaci. Il pubblico, infatti, diventa sempre più “di proprietà” dei creatori di contenuti, anche se, come afferma Mosseri, le tempistiche di implementazione di questi aggiornamenti non sono affatto brevi.

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